Che effetto fa l’insegnamento?

Mi è capitato di vedere sul sito di Rai Scuola un documentario girato nel 1968 su un incontro tra alcuni insegnanti italiani con il pedagogista brasiliano Paulo Freire. Freire insiste molto sulla necessità di sottoporre ad analisi critica qualsiasi pratica educativa nata in contesti diversi da quello di applicazione, in modo tale che sia l’insegnante ad avere il controllo sugli effetti del processo educativo, che non è mai neutro e porta sempre con sé una visione del mondo che dovrebbe essere il più consapevole possibile.
In un articolo uscito in due parti sul blog Il lavoro culturale ho cercato di rispondere ad alcune domande per me fondamentali per acquisire una maggiore consapevolezza didattica.
1. Che insegnante sono? Come dovrei essere?
2. Chi mi sta spingendo? Dove mi vogliono portare?
3. Dove sono? Fin dove posso arrivare?

Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica (sì, e ora cosa facciamo?)

Non è semplice discutere ai tempi dei social network. Le notizie rimbalzano dai giornali online alle pagine e ai profili Facebook, vengono twittate e ritwittate, riprese dai blogger e poi di nuovi dai giornali, dalle radio, dalle tv. E poi ci sono i commenti, sempre più inopportuni man mano che il pubblico si allarga, quasi che i lettori (pseudolettori) vogliano dimostrare la validità delle indagini internazionali sull’analfabetismo di ritorno. Continua a leggere

Una contro-lettera aperta sul declino dell’italiano a scuola

A me pare poi che questa lettera alimenti una delle numerose narrazioni tossiche che circolano sul mondo della scuola: la storia di una scuola corrotta, che a forza di cambiamenti ha finito per perdere la sua purezza originaria. È una storia che ha fatto la fortuna di tanti autori di romanzi e di pamphlet, ma che ha effetti negativi sulla percezione sociale degli insegnanti, rappresentati come vittime (e quindi mai responsabili, nel bene o nel male) di un sistema che li stritola, o come missionari in un ambiente a loro ostile.

PER LEGGERE L’ARTICOLO SU “La Ricerca

Nuovi orizzonti per la didattica del testo letterario

Wolfgang Sahlfeld, professore di storia della didattica alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), in un suo articolo intitolato “Riflessioni sulla didattica del testo letterario nell’epoca delle competenze”, individua i nuovi orizzonti che si sono messi in movimento in questi anni nell’ambito della didattica della letteratura. Continua a leggere

Una scuola di nome Bianciardi

Gli alunni della scuola “Luciano Bianciardi” di Grosseto mi hanno proposto di scrivere un articolo per la rivista che hanno appena messo online. Si chiama Maremma Touring e ha una rubrica dedicata alle STORIE. Ci penso un po’, cerco di farmi venire qualche idea originale, e di non ripetere sempre cose che ho già detto e scritto sulla bonifica, sulle miniere, su Bianciardi… Poi ci ripenso e mi dico: perché no? Perché non cominciare proprio da lui?
Per leggere l’articolo vai su Maremma Touring.

Che fine ha fatto la «consapevolezza culturale»?

È vedendo gli altri – afferma Giuseppe Mantovani nel suo libro intitolato Intercultura – che “vediamo quanto siamo strani noi stessi”, e quindi “incominciamo a prendere in mano la nostra cultura come qualcosa di cui siamo responsabili”. In questo articolo cerco di mettere in evidenza lo strano destino di una delle competenze ritenute fondamentali dall’Unione Europea.
Vai all’articolo Una competenza ancora da inventare su La Ricerca online.

Non sai che parole / e resti parlato