A Kansas City si riflette sulla traduzione a scuola

Vivo a Kansas City, la città aperta al vento e ai forestieri raccontata da Luciano Bianciardi nel “Lavoro culturale”: sono cresciuto con il mito del traduttore e della traduzione. Ho avuto la fortuna di frequentare, in anni fondamentali per la mia crescita intellettuale, il poeta, traduttore e Giovanni Nadiani, dal quale ho imparato molto più di quanto riuscirò a mettere in pratica negli anni che mi rimangono. Quando ho iniziato a insegnare all’università, nel 2001, mi sono ritrovato a lavorare con Franco Buffoni e a occuparmi di “traduttologia”. Ho cominciato a dare una forma ad alcune idee, poi ho interrotto questo tipo di studi per un lungo periodo di anni.
Da un anno a questa parte ho deciso di riprendere la riflessione sul tradurre e, soprattutto, di studiare il nesso tra traduzione e didattica.
In un articolo intitolato “Le potenzialità della traduzione a scuola” ho tentato di fare il punto sulle cose che mi girano per la testa.
Il pezzo è uscito sulla rivista “Tradurre”