In campo

Il problema della politica, oggi, è che si è adeguata al linguaggio degli slogan, dello storytelling. Alle persone invece serve l’esattezza… Il linguaggio della politica impedisce a molti di accettare il punto di non ritorno segnato dalla crisi economica dell’ultimo decennio, la nuova condizione in cui ci si trova a vivere. Così o ci si rassegna all’emarginazione, oppure si abita la frustrazione in attesa di un improbabile ritorno all’età dell’oro. In realtà c’è una terza via, dietro l’angolo: cambiare stile di vita. E la politica, parlando un linguaggio esatto, dovrebbe dirti “smetti di aspettare, cambia”.
Grazie a Emilio Guariglia per avermi dato l’opportunità di parlare liberamente di poesia e di politica, di politica e di poesia.

Articolo uscito sul “Tirreno” il 27 aprile 2016 qui

Cambio verso

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Nei prossimi giorni uscirà per le edizioni Effequ un mio libro intitolato “Cambio verso – La poesia che ci serve a sopportare l’Italia”. L’ho scritto per mia necessità, perché avevo delle cose urgenti da condividere con i miei lettori e con le mie lettrici. Ho cercato di riflettere ad alta voce sulla relazione tra la mia vita quotidiana e le poesie che leggo e che uso per dare un senso all’esistenza. Mi piacerebbe che tu leggessi almeno la Premessa, che puoi scaricare gratuitamente qui.

Post Scriptum Il 2 maggio alle 18 e 30 presentazione in anteprima alla libreria Todo modo di Firenze, con Riccardo Donati, Elisa Biagini e Roberto Balò.

Ancora su letteratura e tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Il 20 aprile l’Università della Tuscia dedicherà una giornata di studi a “Nuove tecnologie e didattica dell’italiano e delle materie umanistiche”. Per me sarà l’occasione di presentare le tesi di Didattica della letteratura 2.0 (Carocci) di fronte ad autorevoli studiosi di linguistica e di letteratura, coi quali mi auguro sia possibile avviare un confronto costruttivo. Mai come adesso è stato fondamentale parlare di scuola e di insegnamento in modo serio, sereno, sensato.

Per vedere il programma clicca qui: 20 aprile 2016 Locandina.

Il nonno di Sartre

Domattina prenderò il treno insieme ai miei figli. Tutti a Napoli! Una gita di famiglia per rendere omaggio ai creatori e agli animatori del progetto di scrittura creativa La pagina che non c’era.  Porteremo qualche libro da leggere ad alta voce prima di dormire (il grande ha messo in valigia il Decameron tradotto da Aldo Busi), un paio di film per il viaggio in treno. Se avrete la pazienza di leggere il pezzo intitolato “Scrivere come leggere”, poi, scoprirete perché questo viaggio si compirà all’ombra del nonno di Sartre.

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