Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica (sì, e ora cosa facciamo?)

Non è semplice discutere ai tempi dei social network. Le notizie rimbalzano dai giornali online alle pagine e ai profili Facebook, vengono twittate e ritwittate, riprese dai blogger e poi di nuovi dai giornali, dalle radio, dalle tv. E poi ci sono i commenti, sempre più inopportuni man mano che il pubblico si allarga, quasi che i lettori (pseudolettori) vogliano dimostrare la validità delle indagini internazionali sull’analfabetismo di ritorno. Continua a leggere

Una contro-lettera aperta sul declino dell’italiano a scuola

A me pare poi che questa lettera alimenti una delle numerose narrazioni tossiche che circolano sul mondo della scuola: la storia di una scuola corrotta, che a forza di cambiamenti ha finito per perdere la sua purezza originaria. È una storia che ha fatto la fortuna di tanti autori di romanzi e di pamphlet, ma che ha effetti negativi sulla percezione sociale degli insegnanti, rappresentati come vittime (e quindi mai responsabili, nel bene o nel male) di un sistema che li stritola, o come missionari in un ambiente a loro ostile.

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Nuovi orizzonti per la didattica del testo letterario

Wolfgang Sahlfeld, professore di storia della didattica alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), in un suo articolo intitolato “Riflessioni sulla didattica del testo letterario nell’epoca delle competenze”, individua i nuovi orizzonti che si sono messi in movimento in questi anni nell’ambito della didattica della letteratura. Continua a leggere

Una scuola di nome Bianciardi

Gli alunni della scuola “Luciano Bianciardi” di Grosseto mi hanno proposto di scrivere un articolo per la rivista che hanno appena messo online. Si chiama Maremma Touring e ha una rubrica dedicata alle STORIE. Ci penso un po’, cerco di farmi venire qualche idea originale, e di non ripetere sempre cose che ho già detto e scritto sulla bonifica, sulle miniere, su Bianciardi… Poi ci ripenso e mi dico: perché no? Perché non cominciare proprio da lui?
Per leggere l’articolo vai su Maremma Touring.

Che fine ha fatto la «consapevolezza culturale»?

È vedendo gli altri – afferma Giuseppe Mantovani nel suo libro intitolato Intercultura – che “vediamo quanto siamo strani noi stessi”, e quindi “incominciamo a prendere in mano la nostra cultura come qualcosa di cui siamo responsabili”. In questo articolo cerco di mettere in evidenza lo strano destino di una delle competenze ritenute fondamentali dall’Unione Europea.
Vai all’articolo Una competenza ancora da inventare su La Ricerca online.

Poeti traduttori di poeti

Valerio Magrelli cura una rubrica intitolata Seuils poétiques su «La Revue italienne d’études française», una rivista di letteratura francese online. Prima dell’estate mi ha chiesto di collaborare alla realizzazione di un omaggio alla letteratura francese da parte di un piccolo gruppo di poeti italiani che si sono distinti nell’esercizio della traduzione: Antonella Anedda, Franco Buffoni e Maurizio Cucchi. Ciascuno di loro aveva tradotto una poesia dal francese all’italiano (un testo di René Char dedicato a Georges Braque, L’Albatros di Baudelaire, Au Cabaret-vert di Rimbaud) e aveva accompagnato la traduzione con una breve riflessione in prosa. A me è toccato il compito di analizzare e commentare le traduzioni. Questo è il risultato: un breve saggio intitolato Trois poètes traducteurs de poètes.
Per leggere l’intero numero della rivista e le traduzioni dei poeti puoi andare direttamente al numero 6/2016.

Parole che fanno la differenza

I primi studi sul sessismo linguistico risalgono agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando negli Stati Uniti ci si comincia a interrogare sul diverso modo di rappresentare il maschile e il femminile attraverso il linguaggio, al quale viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione della realtà. Per approfondire l’argomento ho deciso di chiedere a Franco Buffoni. L’intervista è uscita su La Ricerca.

Ricerca 11

Il compleanno di Luciano Bianciardi

Il 14 dicembre del 2022 si celebrerà il centenario della nascita di Luciano Bianciardi. La città in cui è nato e che ha reso celebre attraverso i suoi libri – la Kansas City del Lavoro culturale – è il luogo in cui sono anch’io nato e in cui vivo da molti anni. Insieme a un gruppo di artisti che si riuniscono sotto il nome collettivo “Bianciardi 2022” abbiamo deciso di prepararci per tempo e di lavorare per creare le condizioni affinché il festeggiato non debba vergognarsi dei suoi concittadini. Il collettivo desidera che Grosseto torni a essere la città “aperta al vento e ai forestieri”, una città orgogliosa del suo meticciato e della sua libertà. Per iniziare il collettivo ha pubblicato un libro meticcio, fatto di storie e di ragionamenti, di parole e di immagini. Si intitola Una città aperta al vento e ai forestieri. Auguri Luciano.
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Non sai che parole / e resti parlato