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IL DECLINO, LA FINE, IL PROGRESSO E LA REAZIONE

Scrive Vanessa Roghi nel saggio La lettera sovversiva che «L’opera di demolizione di don Milani e della Lettera a una professoressa inizia negli anni Sessanta e non è mai terminata», inizialmente a opera di riviste e quotidiani di destra, poi, a partire dagli anni Ottanta, anche «da intellettuali che si percepiscono come di sinistra o quanto meno progressisti». Soprattutto sulla stampa quotidiana don Lorenzo Milani e la Scuola di Barbiana diventano – e per alcuni sono ancora – il donmilanismo, un’ideologia caricaturale, che nelle intenzioni dei detrattori è sinonimo di lassismo, di odio di classe, di risentimento (sull’argomento si veda ancora Vanessa Roghi).

Grazie a un prezioso lavoro di Paolo Giovannetti (L’istruzione spiegata ai professori, Pisa, Ets, 2006) è possibile ricostruire per grandi linee il «discorso antiriformista» (ivi, p. 55) degli anni a cavallo del Duemila, in corrispondenza delle riforme che hanno condotto all’autonomia scolastica e universitaria.

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Finalmente il futuro

Ho letto per la prima volta Gianni Rodari dopo la laurea in Lettere. Specializzato in letteratura italiano contemporanea (due esami all’attivo e una tesi su Camillo Sbarbaro), non mi era mai capitato di imbattermi nella sua opera, né avevo avuto la fortuna di avere maestre o insegnanti lettrici o lettori di Rodari. Niente di niente. Io Rodari l’ho conosciuto perché due amiche – Vanessa Roghi e Arianna Gaudio – mi regalarono, in occasione della mia laurea, il volume dei Cinque libri: un “millennio” Einaudi che raccoglie una scelta di opere illustrate da Munari. Ed è ancora grazie a Vanessa Roghi che, venticinque anni dopo, ho iniziato a occuparmi di Rodari da studioso. Poi è arrivato questo libro, Lezioni di fantastica, che di Rodari restituisce la figura intera. Una figura che non si colloca nel passato, ma che è ben presente davanti a me, nel mio e nel nostro futuro. Provo a spiegare perché in questa recensione su «La ricerca».

La scuola è politica

Desideravo fare un libro sulla scuola, e siccome la scuola è un argomento complesso e importantissimo ho pensato di coinvolgere altre persone nella sua realizzazione: Federico Batini, Giusi Marchetta e Vanessa Roghi.
È un libro disordinato, aperto, organizzato in voci disposte in ordine alfabetico. Un argomento per ogni lettera dell’alfabeto, come in un abbecedario. Un abbecedario laico, popolare e democratico, che si rivolge a tutti coloro che sono interessati alla manutenzione di una scuola laica, popolare e democratica.
Qui di seguito potete leggere una breve introduzione al libro pubblicato da Effequ e una sintesi delle 21 voci che lo compongono.

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