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Ricomincio dalla fine (per cambiare la scuola)

Il mio insegnamento, ancora in fase di ristrutturazione, ricomincia da qui, dalla valutazione. Ricomincio dalla fine, che poi è anche la punta dell’iceberg, la parte visibile dell’educazione. I voti, ancora di più da quando abbiamo il registro elettronico, sono la moneta corrente della vita scolastica. E se io voglio cambiare l’atteggiamento degli alunni e la percezione della scuola da parte dei genitori e dei comuni cittadini, è dai voti che devo ricominciare, dalla valutazione, a partire dalla quale devo riconfigurare il mio modo di insegnare. 

Un nuovo articolo su «La ricerca» di Loescher editore.

 

Una compagna di strada

Docente di Storia contemporanea all’Università Roma Tre, autrice di documentari per Rai Tre (tra cui uno, recentissimo, su don Milani), Vanessa Roghi si è occupata già in passato della storia attraverso il punto di vista del ruolo e dell’attività degli intellettuali, di preti e donne in particolare, come dimostra l’edizione delle lettere di don Giuseppe De Luca e Romana Guarnieri (Tra le stelle e il profondo – carteggio 1938-1945, a cura di Vanessa Roghi, Morcelliana, Brescia 2010). 
Tuttavia, non bisogna pensare che questo suo libro, appena pubblicato da Laterza, vada relegato nello scaffale dei volumi di storia del Novecento, né che interessi soprattutto o esclusivamente gli storici di mestiere. Il libro di Roghi, diciamolo chiaramente fin dal principio, è innanzitutto un libro sul 2017, l’anno della scomparsa di Tullio De Mauro, del cinquantesimo anniversario della pubblicazione di Lettera a una professoressa, dell’ascesa a Barbiana di papa Francesco, ma anche l’anno delle polemiche sul declino della lingua, della riforma dell’esame di Stato alla fine del primo ciclo e dell’introduzione della certificazione delle competenze. 

La recensione a “La lettera sovversiva – Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole” (Laterza 2017) continua su La Ricerca.

Il bambino-vittima, l’insegnante-orco e il genitore-eroe: un attacco alla libertà di insegnamento e alla scuola pubblica

In questi ultimi giorni alcune testate giornalistiche che fanno riferimento a partiti politici di destra stanno conducendo una violenta campagna contro un editore scolastico italiano, accusato di aver pubblicato un libro di geografia per la scuola secondaria di primo grado contenente affermazioni che metterebbero in una luce positiva l’immigrazione e sponsorizzerebbero la legge sullo Ius soli. Continua a leggere

Allievi e maestri (una forma di vita, un’idea di società)

La prima volta che ho incontrato un maestro avevo quattordici anni. Il mio insegnante di biologia, il professor Pianigiani, ha esercitato su di me un’influenza profonda. Ricordo con esattezza cinematografica la prima interrogazione sul metodo galileiano, e ritengo di dovere a quel periodo di studio assiduo e devoto gran parte della mia passione per il pensiero scientifico. Una passione che negli anni universitari mi ha avvicinato al magistero di Paolo Rossi, uno dei più grandi filosofi della scienza del nostro paese.
A quella mia prima avventura di “allievo”, durata un paio d’anni, è seguito un lungo periodo di solitudine. Continua a leggere

Ancora su letteratura e tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Il 20 aprile l’Università della Tuscia dedicherà una giornata di studi a “Nuove tecnologie e didattica dell’italiano e delle materie umanistiche”. Per me sarà l’occasione di presentare le tesi di Didattica della letteratura 2.0 (Carocci) di fronte ad autorevoli studiosi di linguistica e di letteratura, coi quali mi auguro sia possibile avviare un confronto costruttivo. Mai come adesso è stato fondamentale parlare di scuola e di insegnamento in modo serio, sereno, sensato.

Per vedere il programma clicca qui: 20 aprile 2016 Locandina.