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Copertina di Esperienze pastorali di don Lorenzo Milani, Lef, 1958

Il lavoro pastorale: don Milani a Kansas City

Qualche tempo fa Vanessa Roghi ha avuto l’idea di fare a Grosseto un’iniziativa sulle Esperienze pastorali di don Milani. D’altronde – ci siamo detti – sono trascorsi 50 anni dalla sua morte, sono usciti i due volumi delle sue opere, e poi il suo lavoro non ci è mai sembrato così attuale e ricco di significati per chi oggi si occupa di educazione. E poi, ha detto Vanessa, sono trascorsi 60 dalla pubblicazione del Lavoro culturale di Luciano Bianciardi, facciamo parte del collettivo Bianciardi 2022, non possiamo creare un cortorcircuito tra questi due capolavori della nostra storia repubblicana? Sì, possiamo.
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Sull’ultimo romanzo di Teresa Ciabatti

Mi hanno molto impressionato, lo ammetto, le reazioni scomposte di alcuni critici e giornalisti di fronte all’uscita (e forse, chissà, alla lettura, ma a volte nutro dei dubbi sul fatto che chi scrive di libri abbia la pazienza di leggerli) dell’ultimo libro di Teresa Ciabatti, La più amata. Io l’ho letto perché mi era piaciuto il primo libro, Adelmo, torna da me (e già mi sento una persona brutta, perché sembra che i critici debbano dire che era bruttissimo), perché il libro parla della mia città (dice Vanessa Roghi che dovrebbero farlo leggere nelle scuole, per far capire chi siamo veramente, da dove veniamo) e perché i bulletti del web proprio non li sopporto. Questo è il risultato della mia lettura (su La ricerca online).

Una contro-lettera aperta sul declino dell’italiano a scuola

A me pare poi che questa lettera alimenti una delle numerose narrazioni tossiche che circolano sul mondo della scuola: la storia di una scuola corrotta, che a forza di cambiamenti ha finito per perdere la sua purezza originaria. È una storia che ha fatto la fortuna di tanti autori di romanzi e di pamphlet, ma che ha effetti negativi sulla percezione sociale degli insegnanti, rappresentati come vittime (e quindi mai responsabili, nel bene o nel male) di un sistema che li stritola, o come missionari in un ambiente a loro ostile.

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Che fine ha fatto la «consapevolezza culturale»?

È vedendo gli altri – afferma Giuseppe Mantovani nel suo libro intitolato Intercultura – che “vediamo quanto siamo strani noi stessi”, e quindi “incominciamo a prendere in mano la nostra cultura come qualcosa di cui siamo responsabili”. In questo articolo cerco di mettere in evidenza lo strano destino di una delle competenze ritenute fondamentali dall’Unione Europea.
Vai all’articolo Una competenza ancora da inventare su La Ricerca online.

Parole che fanno la differenza

I primi studi sul sessismo linguistico risalgono agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando negli Stati Uniti ci si comincia a interrogare sul diverso modo di rappresentare il maschile e il femminile attraverso il linguaggio, al quale viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione della realtà. Per approfondire l’argomento ho deciso di chiedere a Franco Buffoni. L’intervista è uscita su La Ricerca.

Ricerca 11

Arrigo Bugiani e i libretti di Mal’Aria

Ho sentito nominare per la prima volta Arrigo Bugiani dal mio maestro Domenico De Robertis, quando mi regalò un suo libretto di Mal’Aria. Bugiani era ancora vivo, all’epoca, ma non ebbi la prontezza di chiedergli di presentarmelo. All’incirca un anno dopo la sua morte, tra il 1994 e il 1995, De Robertis mi convocò per chiedermi di dare una mano all’Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze a gestire i rapporti con la famiglia Bugiani, che avrebbe desiderato lasciare a quell’istituzione il patrimonio librario, i carteggi e gli autografi di Arrigo. Continua a leggere

Imparare la lingua con la letteratura

Gli insegnanti di lingua italiana all’estero desiderano migliorare la loro capacità di usare le opere della letteratura nell’ambito del loro lavoro. Questo è almeno ciò che sto imparando in questi ultimi mesi, dopo aver tenuto un seminario all’École Normale Supérieure di Rabat, in Marocco, e dopo essere stato chiamato a tenerne un altro analogo in questi giorni a New Delhi, presso la Jamia Millia Islamia University e l’Istituto Italiano di Cultura.
Dopo queste esperienze ho deciso di scrivere una serie di articoli per sintetizzare quanto sono riuscito a imparare sul mio lavoro.
Per leggere gli articoli usciti su “La Ricerca”:
1. Insegnare la lingua con la letteratura (clicca qui)
2. Il lettore comune e l’allegra brigata (clicca qui)

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Storie che nascono (da un seminario a Rabat)

Prima la lingua o la letteratura? In coda a un seminario di quattro giorni nell’ambito del master in didattica della lingua italiana dell’École Normale Supérieure di Rabat è nata una riflessione sull’uso del testo letterario nei corsi di lingua straniera e, più in generale, sul ruolo della letteratura nell’apprendimento. Qui di seguito potete leggere un breve articolo che proseguirà con alcuni approfondimenti sul rapporto tra esperienza estetica e insegnamento.
Per leggere l’articolo, clicca qui.

La mia città e il suo poeta

Luca Bonelli (1963), poeta e perfomer, ha pubblicato finora un solo libro, F.A.O. (foramusementonly) ma chi lo conosce e frequenta può ascoltarlo leggere (tuonare!) le tante altre sue poesie dal vivo, o può sbirciare dal suo quaderno, nel quale da alcuni decenni annota la sola veridica storia della nostra città che valga la pena di leggere.
Per ascoltarlo leggere potete venire a trovarci venerdì 27 alle 21.00 all’associazione L’Altra Città (via Alfieri 3/A a Grosseto).
Per leggere una sua poesia clicca qui.