{"id":909,"date":"2022-01-03T11:16:12","date_gmt":"2022-01-03T10:16:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=909"},"modified":"2022-01-03T11:27:35","modified_gmt":"2022-01-03T10:27:35","slug":"una-comunita-fantasticante-omaggio-a-celati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/una-comunita-fantasticante-omaggio-a-celati\/","title":{"rendered":"Una comunit\u00e0 fantasticante (omaggio a Celati)"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Le novelle iniziavano sempre con tempi indefiniti come l\u2019imperfetto, che \u00e8 una temporalit\u00e0 di scorcio, nel vago della lontananza: \u201cFu gi\u00e0 in Siena uno dipintore, che avea nome Mino, il quale avea una sua donna assai vana\u2026\u201d (Sacchetti, Trecentonovelle, 84). \u00c8 la forma pi\u00f9 antica di racconto, ed \u00e8 il tipico attacco delle fiabe: \u201cC\u2019era una volta\u2026\u201d L\u2019imperfetto sospende tutto nell\u2019atto del dire, del narrare, ed \u00e8 questo che produce un alone immaginativo nelle parole; una specie di in illo tempore come quello dei racconti mitici. Le novelle passano ai tempi puntuali quando si tratta d\u2019un fatto che rompe un tran tran consueto: \u201cAvvenne un giorno che\u2026\u201d Ma anche le vicende intermedie hanno una temporalit\u00e0 di scorcio, finch\u00e9 si arriva al punto memorabile della storia. Questo \u00e8 sempre presentato con un tempo puntuale, il passato remoto, passato assoluto che accentua la tensione del racconto. Andreuccio da Perugia, ingannato dalla Siciliana, caduto nella discarica di escrementi, si ritrova di notte nel vicolo e \u201ccominci\u00f2 a batter l\u2019uscio e gridare; e tanto fece cos\u00ec che molti circostanti vicini desti, si levarono.\u201d(Dec. II, 5). Con questo tempo verbale il racconto diventa pi\u00f9 teso; ma \u00e8 una scena dove niente \u00e8 spiegato, niente descritto; l\u2019azione in corso \u00e8 appena accennata; e qui \u201cimmaginare\u201d vuol dire pi\u00f9 che altro riconoscere un movimento di ombre verso cui la nostra attenzione \u00e8 attratta, e con cui si produce una sospensione pi\u00f9 netta del tempo vissuto \u2013 dove il telefono non suona pi\u00f9 per noi, e rumori del traffico nella strada accanto non arrivano pi\u00f9 al nostro orecchio.<\/p><cite>Gianni Celati, <em>Lo spirito della novella<\/em>, \u00ab<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/site.unibo.it\/griseldaonline\/it\/gianni-celati\/gianni-celati-spirito-novella\" target=\"_blank\">Griseldaonline<\/a>\u00bb, n. VI, 2006-2007.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;era una volta Gianni Celati, che fu scrittore in Italia, e riscrittore e traduttore, immischiato sempre e per sempre in faccende letterarie e linguistiche, quindi inventore e manipolatore di canti e di racconti, di visioni e di trasfigurazioni. <br>In un libro aureo \u2013 <em>Gianni Celati e i classici italiani. Narrazioni e riscritture <\/em>(Franco Angeli, 2020) \u2013 Elisabetta Menetti ha individuato e descritto i tratti fondamentali della poetica di Celati, a partire dal concetto chiave di  <em>fantasticazione<\/em>, un neologismo celatiano che ci porta subito nel dominio dell\u2019oralit\u00e0, in uno spazio relazionale che nasce e si alimenta attraverso la condivisione di storie. La parola, che lo stesso Celati fa derivare dal concetto di&nbsp;<em>phantas\u00eda <\/em>cos\u00ec come \u00e8 proposto da Aristotele&nbsp;nel&nbsp;<em>De anima<\/em>, si riferisce a un\u2019azione o un agire fantasticante, fondato sulla fantasia, ovvero su un processo che tiene insieme la percezione sensoriale, la memoria in quanto immaginario individuale e collettivo, e quelle operazioni immaginative e intellettive che producono \u2013 se stimolate da un pubblico, da un uditorio \u2013 nuove storie (fabulazioni), dando vita a quella che Menetti definisce, sulla scorta delle riflessioni di Celati, \u00abuna comunit\u00e0 fantasticante, formata da chi racconta e chi ascolta\u00bb. E di \u00abcompagnia di ascolto\u00bb aveva parlato lo stesso Celati nel breve saggio intitolato <em>Lo spirito della novella<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>La compagnia di ascolto \u00e8 parte stabile della cornice del Decamerone, dove un gruppo di giovanotti e donzelle si scambiano racconti. Anzi, si pu\u00f2 dire che la novella nella sua forma pi\u00f9 tipica sia precisamente questo: la messa in scena d\u2019uno scambio di racconti, con un appello agli ascoltatori, come richiamo all\u2019essenza dialogica del novellare: \u201cPiacevoli donne e voi graziosi gioveni, fu, non \u00e8 ancor molto, in una nostra villa non guari lontana dalla citt\u00e0&#8230;&#8221; (Fortini, Notti, I). E questa diventa una specie di segnatura che marca la tradizione pi\u00f9 tipica della novella, basata su dialoghi, pratiche di conversazione e scambi da narratore a narratore.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Celati la novella, prima ancora di essere un resoconto di fatti veri o realistici, va intesa come azione narrativa, la scelta di condividere una o pi\u00f9 versioni di determinati fatti, con l\u2019accento messo sull\u2019atto del novellare \u2013 il conversare, il raccontar novelle, l\u2019affabulare \u2013 anzich\u00e9 sulle caratteristiche testuali o sui temi affrontati. La novella antica, in particolare, fornirebbe un modello di comportamento, uno stile di vita basato sulla condivisione di storie, sull\u2019immaginare insieme. E mentre con il romanzo realista (<em>novel<\/em>) le storie tendono a chiudersi \u00abentro i margini del testo\u00bb \u2013 metafora usata dallo stesso Celati  \u2013 e quindi sarebbero non riscrivibili, \u2013 le novelle antiche sembrerebbero chiedere o reclamare la riscrittura, il rimaneggiamento, il riuso. Tutte pratiche che vedono l\u2019autore\/riscrittore in un ruolo apparentemente diminuito o, meglio, dissolto o disciolto nella comunit\u00e0 che, mettendosi in ascolto, diventa parte integrante di un processo creativo collettivo, comunitario appunto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco dunque spiegato il motivo della passione di Celati per le riscritture dei classici, praticate con risultati straordinari nell&#8217;ambito della novellistica e della letteratura cavalleresca, e culminante nel capolavoro \u2013 ormai scomparso dal mercato editoriale e quindi da ristampare subito! \u2013 dell&#8217;<em>Orlando innamorato raccontato in prosa<\/em> (Einaudi, 1994).  \u00abLa letteratura stessa \u2013 dichiara Celati in un&#8217;intervista pubblicata in <em>Conversazioni del vento volatore<\/em>, Quodlibet, 2011 \u2013, a me sembra non un prodotto di autori separati ma di popolazioni, di bande di sognatori, tra cui avviene quell\u2019ascolto e quella visitazione fantastica che hai detto. Per questo la letteratura cavalleresca \u00e8 la tradizione narrativa italiana che pi\u00f9 mi attira e che bisognerebbe rimettersi a studiare. Perch\u00e9 non si parla di individui separati nella loro cosiddetta psicologia, non parla dell\u2019individuo moderno chiuso nel proprio guscio, ma sempre della vita come un fenomeno vegetativo generale, dove tutto \u00e8 collegato e tutto \u00e8 animato. E parla di popolazioni di sognatori passionali e sbandati, puramente esposti alla fatalit\u00e0 del destino, come Don Chisciotte\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivere dunque, come narrare o leggere ad alta voce, \u00e8 un lavoro comunitario, che ricorda il teatro dei burattini cos\u00ec come lo pensa e descrive Gianni Rodari nella sua <em>Grammatica della fantasia<\/em>. La tradizione narrativa medievale, ovvero la novellistica (in prosa) e la letteratura cavalleresca (in versi), afferma Menetti, <meta charset=\"utf-8\">\u00abnon resta nella sua memoria [di Celati] come un reperto archeologico inerte ma attiva una nuova energia interiore alla ricerca di una intelligenza collettiva che si crea e si ricrea tramite il raccontare\u00bb. A quella stessa energia vorremmo attingere ogni volta che riprendiamo in mano un&#8217;opera della tradizione, che se continua a trovare un senso \u00e8 proprio grazie al desiderio e alla volont\u00e0 di far parte di una comunit\u00e0 fantasticante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le novelle iniziavano sempre con tempi indefiniti come l\u2019imperfetto, che \u00e8 una temporalit\u00e0 di scorcio, nel vago della lontananza: \u201cFu gi\u00e0 in Siena uno dipintore, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[126,124,125],"class_list":["post-909","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi","tag-elisabetta-menetti","tag-gianni-celati","tag-riscritture"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=909"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":911,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/909\/revisions\/911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}