{"id":899,"date":"2021-12-08T12:29:45","date_gmt":"2021-12-08T11:29:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=899"},"modified":"2021-12-08T12:29:45","modified_gmt":"2021-12-08T11:29:45","slug":"tutti-gli-usi-di-dante-a-tutti-again","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/tutti-gli-usi-di-dante-a-tutti-again\/","title":{"rendered":"Tutti gli usi di Dante a tutti (again)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gioved\u00ec 16 dicembre alla Sala Galileo della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si terr\u00e0 un incontro dantesco, il secondo della serie \u201c<a href=\"https:\/\/www.bncf.firenze.sbn.it\/attivita\/questo-centesimo-anno-ancor-sincinqua-incontri-su-dante-in-bncf\/\">Questo centesimo anno ancor s\u2019incinqua<\/a>\u201d. Il mio intervento seguir\u00e0 le tracce della rodariana <em>Grammatica della fantasia<\/em> e del motto \u00abTutti gli usi della parola a tutti\u00bb (che, scriveva Rodari, \u00abmi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perch\u00e9 tutti siano artisti, ma perch\u00e9 nessuno sia schiavo\u00bb). Riproduco di seguito un articolo uscito sul numero 20 della rivista \u00ab<a href=\"https:\/\/laricerca.loescher.it\/la-ricerca-20\/\">La ricerca<\/a>\u00bb, intitolato, appunto, <em>Tutti gli usi di Dante a tutti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un suo straordinario intervento tenuto a Ravenna in occasione del 679\u00b0 anniversario della morte di Dante, Vittorio Sermonti ha raccontato delle sue letture dantesche tenute nella basilica di San Francesco ad Assisi, di fronte ai traduttori e alle traduttrici delle opere dell\u2019Alighieri nelle diverse lingue del pianeta. \u00abLeggendo Dante in San Francesco, \u2013 si legge nel testo delle \u201cLetture classensi\u201d del 2000 \u2013 ho maturato un\u2019esperienza quasi palpabile: che quel che leggevo si moltiplicava per il numero di quanti mi ascoltavano, che l\u2019emissione di un messaggio enigmatico e complesso diramava semplicemente in centinaia di ascolti, la \u201ctraduzione\u201d che operavo leggendo proliferava in centinaia di \u201ctraduzioni\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nemico giurato di quelle\u00a0<em>pre-traduzioni\u00a0<\/em>semplificate e normalizzate che si danno a pi\u00e8 di pagina in tanti libri scolastici, Sermonti sostiene l\u2019\u00abinesauribile scandalo linguistico\u00bb rappresentato della\u00a0<em>Commedia<\/em>, la cui lingua richiedeva gi\u00e0 di essere glossata fin dai primi anni della sua circolazione e continua ancora, dopo settecento anni, \u00aba tentarsi e torcersi e sperimentarsi sotto i nostri occhi\u00bb. Ed \u00e8 una lingua, insiste l\u2019autore, che \u00abreclama l\u2019esecuzione\u00bb, che \u00abesige da chi la legge che si metta in gioco, prestandole lo strano strumento della propria voce, l\u2019incognito strumento di s\u00e9\u00bb. Una lingua da far passare per il corpo, dunque, attraverso l\u2019ascolto e, soprattutto, leggendo ad alta voce le terzine, in modo che ciascuno e ciascuna si faccia traduttore e traduttrice di Dante, non importa se con inflessioni dialettali. E qui il tono di Sermonti si fa perentorio: \u00abFatevi uscire di bocca le terzine di Dante, amici. E se avete un po\u2019 d\u2019accento dialettale, pazienza! (o forse tanto meglio!): Dio sa con che calata le leggeva lui, Dante Alighieri, le sue terzine!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La\u00a0<em>Commedia<\/em>, dunque, come uno spartito da eseguire ad alta voce, prima o dopo averne studiato il significato, accettando i limiti della propria capacit\u00e0 di comprensione e, sempre, mettendosi a disposizione dell\u2019opera, instaurando con lei un rapporto unico e vitale, che non deve servire a imparare qualcosa su Dante e sul Medioevo, bens\u00ec ad acquisire un habitus, uno stile di vita che preveda l\u2019ascolto, l\u2019accettazione della propria e altrui diversit\u00e0 linguistica, la sopportazione della frustrazione, il sacrificio del proprio tempo e della propria voce per s\u00e9 stessi e per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si leggano ancora le conclusioni di Sermonti:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Quella sar\u00e0 la vera \u00abtraduzione\u00bb della Commedia nell\u2019italiano d\u2019oggi: cio\u00e8 nell\u2019italiano di ciascuno di noi. Tutto il resto \u2013 parafrasi, chiose, notizie, considerazioni indotte \u2013 non sono che appunti per una \u00abtraduzione interculturale e interlinguistica\u00bb. Ma l\u2019atto vero e proprio del \u00abtradurre\u00bb, l\u2019atto ultimo e inevitabilmente, benedettamene arbitrario del \u00abtradurre\u00bb, deve farlo ciascuno di noi: leggendo ad alta voce; lasciando che la sua voce lo tradisca, e timidamente sveli, nell\u2019imprevedibile unicit\u00e0 della sua lettura, la vitale unicit\u00e0 del suo rapporto con la poesia di Dante.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Armato di questa stessa consapevolezza, che ho avuto modo di mettere alla prova durante tanti anni di insegnamento nei corsi serali e negli istituti professionali, mi sono messo a cercare quelle pratiche didattiche che favoriscono questo corpo a corpo con la&nbsp;<em>Commedia<\/em>, possibilmente fin dalla scuola secondaria di primo grado e poi, preferibilmente, negli Istituti professionali e tecnici, laddove la lettura della&nbsp;<em>Commedia<\/em>&nbsp;non \u00e8 pi\u00f9 da tempo un obbligo di legge, e pu\u00f2 finalmente diventare una buona abitudine o, pi\u00f9 propriamente, una pratica didattica dalle straordinarie potenzialit\u00e0 cognitive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono imbattuto, cercando sul web e rivolgendomi al passaparola dei colleghi e delle colleghe, in attivit\u00e0 pi\u00f9 o meno strutturate e organizzate, tutte accomunate da un approccio didattico laboratoriale, fondato su tecniche didattiche attive, che si pongono l\u2019obiettivo di far leggere e scrivere in classe ogni studente, favorendo la collaborazione e la partecipazione di tutte e di tutti nel gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una famiglia di strategie, metodi e tecniche didattiche radicate in Italia almeno dagli anni Cinquanta \u2013 grazie al lavoro pionieristico del Movimento di Cooperazione Educativa e, nell\u2019ambito dell\u2019educazione linguistica in particolare, grazie all\u2019opera straordinaria di Bruno Ciari, Mario Lodi e Gianni Rodari \u2013, e che in questi anni stanno riscontrando il grande interesse da parte di docenti di lingua e letteratura italiana intenzionati a prendere sul serio le\u00a0<em>Indicazioni nazionali<\/em>\u00a0per il curricolo del primo ciclo e le\u00a0<em>Linee guida\u00a0<\/em>per gli Istituti tecnici e professionali, le quali prevedono esplicitamente il ricorso a una didattica centrata sulle competenze e alla valutazione educativa.<br>In particolare, va segnalato il successo della didattica laboratoriale della lettura e della scrittura di origine americana, derivata dal Teachers College Reading and Writing Project della Columbia University, fondato nel 1981 da Lucy Calkins, divenuto un punto di riferimento ineludibile per chi oggi voglia almeno farsi un\u2019idea di come sia possibile sperimentare, in classi di studenti di diverse et\u00e0, dalla scuola dell\u2019infanzia fino alla secondaria di secondo grado, l\u2019esperienza della lettura e della scrittura cos\u00ec come la conoscono i lettori e le lettrici comuni, che leggono e scrivono per soddisfare i propri bisogni e gestire la propria vita e non per prendere un buon voto o \u201cacquisire un bagaglio culturale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto si collocano esplicitamente le tecniche e le strategie didattiche sperimentate da Antonietta La Manna e Sabina Minuto, per citare due delle docenti di cui ho potuto visionare almeno il lavoro svolto con gli studenti.<br>La Manna, insegnante di un Istituto professionale a indirizzo Enogastronomico, ha strutturato un percorso articolato in tre fasi: un laboratorio di lettura e di scrittura finalizzato alla redazione di un testo espositivo su Dante (biografia e catalogo delle opere); selezione, da parte degli studenti, di una serie di personaggi della\u00a0<em>Commedia<\/em>\u00a0e lettura ad alta voce e discussione dei brani che li riguardano; lettura ad alta voce del romanzo\u00a0<em>La lunga discesa\u00a0<\/em>di Jason Reynolds (tradotto da Francesco Gulizia, pubblicato da Rizzoli nel 2019), messo a confronto con l\u2019<em>Inferno\u00a0<\/em>dantesco; laboratorio di scrittura su un testo espositivo o un commento dedicato a uno dei personaggi. Il laboratorio di lettura e di scrittura, nel quale il docente dovrebbe svolgere compiti di consulenza e di guida, lasciando che per la maggior parte del tempo gli studenti svolgano le attivit\u00e0 previste, richiede la padronanza di molte specifiche tecniche che rappresentano la parte pi\u00f9 interessante del Reading and Writing Project.<br>La Manna ricorre, per esempio, al\u00a0<em>quickwrite<\/em>, reso in italiano, quando \u00e8 tradotto, con l\u2019espressione \u201clampo di scrittura\u201d: un\u2019attivit\u00e0 di scrittura che ha una durata di cinque minuti, durante i quali le\/gli studenti devono scrivere senza interrompersi e sospendendo momentaneamente il giudizio, in modo da tirar fuori le idee e, anche, da allenarsi a tenere un ritmo. Ovviamente, perch\u00e9 una tecnica funzioni occorre che il\/la docente acquisti una certa expertise nel dare le consegne e nel gestire il gruppo, ma una volta che si \u00e8 imparato a usarla \u00e8 possibile replicarla in molte situazioni. In questo caso, grazie al lampo di scrittura, \u00e8 possibile ottenere molti testi, in cui ogni studente riflette sui passi letti e li commenta liberamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La professoressa Margherita Scotto di Perta, docente di un Istituto professionale per i Servizi per l\u2019Agricoltura e lo Sviluppo rurale, anche lei attiva nella progettazione e realizzazione di laboratori di lettura e di scrittura, mi invia la seguente consegna per un lampo di scrittura, che ha sperimentato con successo coi suoi studenti:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Ogni persona pu\u00f2 aver avuto un momento in cui ha attraversato \u201cuna selva oscura\u201d. Pensa alla tua selva oscura e a come hai fatto ad attraversarla.\u00a0Poi scrivi per almeno dieci minuti, senza pensare troppo. Scrivi per te, senza badare alla forma. Strofinati le mani e scaldale bene. Prendi una penna che scorra fluidamente sul foglio e il quaderno di italiano o un taccuino che ti piaccia e scrivi di getto. Poi ci confrontiamo in plenaria (tutti insieme) sull\u2019esperienza e condividiamo i nostri scritti, se ci fa piacere.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/laricerca.loescher.it\/autori\/minuto\/\" target=\"_blank\">Sabina Minuto<\/a>, che con il suo articolo\u00a0<em>Inchiesta su Dante: la Divina Commedia al professionale\u00a0<\/em>(blog \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.occhiovolante.it\/2019\/wrw-dante-divina-commedia\/\" target=\"_blank\">Occhio Volante<\/a>\u201d, 12 ottobre 2019) ha ispirato il lavoro di La Manna, insegna all\u2019Istituto professionale a indirizzo Manutenzione ed Assistenza Tecnica di Savona e da alcuni anni lavora insieme a un\u2019altra docente,\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/laricerca.loescher.it\/autori\/golinelli\/\" target=\"_blank\">Elisa Golinelli<\/a>, allo sviluppo di una versione italiana del Writing and Reading Workshop statunitense, scrivendo manuali per docenti e articoli per la versione online della rivista \u00abLa ricerca\u00bb di Loescher editore. Il suo lavoro dantesco, configurato sotto forma di inchiesta, \u00e8 gestito attraverso specifiche tecniche e strumenti \u2013 ancora i\u00a0<em>quickwrite<\/em>, e poi le\u00a0<em>minilesson<\/em>, lo schema a Y, la tabella KWL \u2013 che dovranno portare alla realizzazione di uno\u00a0<em>speech\u00a0<\/em>da parte di ciascuno\/a studente. Scrive Sabina Minuto nel suo articolo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u00c8 un lavoro duro per i miei studenti, a cui spesso difetta non lo studio, ma lo strumento per esprimersi. Lo troveranno piano piano. Intanto oggi, come laboratorio di scrittura, ognuno ha scelto quale, secondo lui, \u00e8 il peccato pi\u00f9 grave, e illustrato perch\u00e9. Cinque minuti di scrittura veloce ma molto intensa.\u00a0La\u00a0<em>falsit\u00e0<\/em>\u00a0impera. Nessuno sopporta il non essere sincero di qualcuno. Il tradimento anche, specie degli amici.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur essendo anche lei una docente esperta del Writing and Reading Workshop, la professoressa Linda Cavadini, nel suo articolo intitolato\u00a0<em>Un anno all\u2019Inferno. Un percorso su Dante e il suo Inferno alla secondaria di primo\u00a0<\/em>grado (uscito in due parti sul blog \u201cLa letteratura e noi\u201d, 11 e 17 dicembre 2018), \u00e8 riuscita a illustrare il suo percorso dantesco evitando i tecnicismi e concentrandosi soprattutto sui contenuti usati, sulle tipologie di attivit\u00e0 (anche in questo caso ha avuto un ruolo fondamentale il lavoro di indagine) e sull\u2019approccio teorico di fondo, illustrato con parole che rinviano al magistero di Ezio Raimondi e, anche, alla lezione dell\u2019ultimo Todorov:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Voglio che leggano un\u2019opera letteraria come lettori e come scrittori; che si sforzino di conoscerla e di farsi interrogare da essa, lavorandoci sopra, interpretandola in modo personale, ma rigoroso. Uno degli obiettivi \u00e8 provare a fare ipotesi e a dimostrarle: abbiamo il lusso del tempo, del poter smontare e rimontare un\u2019opera, la fortuna della prima volta. Come quando si entra in una cattedrale affrescata e si sta con lo sguardo all\u2019ins\u00f9: le immagini ci parlano, la guida le spiega, comprendiamo a un primo livello; ci sar\u00e0 tempo in futuro per capire tecniche, repertorio e sostrato culturale. Voglio che i ragazzi si avvicinino all\u2019opera letteraria come lettori, non come critici e filologi. Poi lo diventeranno, al triennio delle superiori e, si spera, all\u2019universit\u00e0. Perch\u00e9 si pu\u00f2 essere lettori senza essere critici, ma non si pu\u00f2 essere critici senza essere lettori.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E a una lezione analoga sembra rifarsi la professoressa Valentina Torrisi, insegnante di lingua spagnola in un liceo linguistico, esperta di didattica laboratoriale: con i suoi studenti realizza il blog \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/nuestra-literatura.wixsite.com\/liceosecusio\" target=\"_blank\">Nuestra Literatura<\/a>\u201d, che quest\u2019anno, in occasione del centenario, sta dedicando uno spazio particolare a Dante. A partire da un articolo della docente, che si apre con la traduzione spagnola delle prime terzine dell\u2019Inferno, ogni studente \u00e8 sollecitato a inventare un proprio \u201cInferno letterario spagnolo\u201d:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Si Dante hubiera viajado por un Infierno literario espa\u00f1ol, \u00bfqu\u00e9 es lo que habr\u00eda escrito? Inventa una historia en la que describes el viaje de Dante y Virgilio por un Infierno espa\u00f1ol. En este infierno Dante y Virgilio encontrar\u00e1n escritores espa\u00f1oles, personajes hist\u00f3ricos, personajes literarios relacionados con la literatura espa\u00f1ola que has estudiado en estos dos a\u00f1os. \u00bfC\u00f3mo ser\u00eda este Infierno? \u00bfEn cu\u00e1les c\u00edrculos se encontrar\u00edan estos personajes? \u00bfQu\u00e9 tipo de castigo por contrapaso tendr\u00edan?<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, il progetto<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/dante_social\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>&nbsp;dante_social<\/em><\/a>, un esperimento di didattica dantesca attraverso Instagram presentato sul magazine \u201cLingua italiana\u201d di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/lingua_italiana\/articoli\/scritto_e_parlato\/dante_social.html?fbclid=IwAR3CCCYQnnHGbNF5oez9QqLdFFX2MgstDh7RWQwFH94KSjatzu2SYESY1lo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">treccani.it<\/a>&nbsp;da Paolo Cerutti, Dario Giolito, Margherita Martinengo e Giuseppe Noto (19 ottobre 2020), oltre a rappresentare un altro esempio di didattica laboratoriale basata sul&nbsp;<em>Task Based Learning<\/em>, viene a ricordarci il ruolo fondamentale giocato in tutte queste pratiche dalle immagini e dalla relazione virtuosa tra immagini e testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si legge su treccani.it:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>I partecipanti sono chiamati a lavorare a stretto contatto con il testo dantesco per produrne una transcodifica attraverso i\u00a0<em>post\u00a0<\/em>e le\u00a0<em>stories\u00a0<\/em>del\u00a0<em>social network<\/em>. Per lo svolgimento del progetto la classe viene divisa in gruppi; a ogni gruppo \u00e8 assegnato un canto sulla base del quale portare a termine due consegne: la realizzazione di tre \u2018blocchi\u2019 di\u00a0<em>stories\u00a0<\/em>ispirati a terzine particolarmente significative individuate nel testo e la creazione di un\u2019immagine e di una descrizione rappresentativi del canto in generale, da pubblicare poi come\u00a0<em>post<\/em>. Successivamente alla pubblicazione sulla pagina\u00a0<em>dante_social<\/em>\u00a0dei contenuti prodotti dai ragazzi sono previsti dei momenti di discussione tra la classe in videochiamata: un ritorno al testo, necessario per giustificare e puntualizzare le scelte creative messe in atto nelle rielaborazioni social della\u00a0<em>Commedia<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati, visibili sul profilo Instagram dante_social, mostrano le potenzialit\u00e0 creative dell\u2019accostamento di testo e immagine e, soprattutto, offrono una sintesi efficace di cosa pu\u00f2 succedere quando \u2013 grazie alla padronanza della didattica e dei suoi strumenti \u2013 si creano le condizioni affinch\u00e9 i ragazzi e le ragazze possano davvero incontrare l\u2019opera e le parole di Dante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non \u00e8 ancora, forse, quella traduzione auspicata da Sermonti, ma \u00e8 l\u2019inizio di una relazione che non sia fondata sul timore reverenziale e sul principio di autorit\u00e0, o, peggio, sull\u2019idea che sia possibile aggirare il testo della\u00a0<em>Commedia<\/em>, studiando Dante senza entrare in contatto con la sua lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 16 dicembre alla Sala Galileo della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si terr\u00e0 un incontro dantesco, il secondo della serie \u201cQuesto centesimo anno ancor [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[29,121,120,33,119],"class_list":["post-899","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi","tag-didattica-della-letteratura","tag-didattica-laboratoriale","tag-gianni-rodari","tag-la-ricerca","tag-writing-and-reading-workshop"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=899"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":900,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/899\/revisions\/900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}