{"id":852,"date":"2021-10-31T17:27:56","date_gmt":"2021-10-31T16:27:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=852"},"modified":"2021-10-31T20:38:34","modified_gmt":"2021-10-31T19:38:34","slug":"chi-ha-paura-di-uscire-su-un-poesia-di-caproni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/chi-ha-paura-di-uscire-su-un-poesia-di-caproni\/","title":{"rendered":"Chi ha paura di uscire? (Su una poesia di Caproni)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poesia, scritta nel 1961, \u00e8 raccolta nel libro <em>Congedo del viaggiatore cerimonioso &amp; altre prosopopee<\/em>, pubblicato nel 1965. Come in altri testi del libro, anche in questo componimento la voce che parla \u00e8 quella di un personaggio che incarna uno degli aspetti della complessa personalit\u00e0 del poeta, il quale vorrebbe essere come il guardacaccia e non aver paura della morte, ma invece si sente come i suoi amici, spaventato dal fischio che proviene dall\u2019esterno. <br>Il testo \u00e8 preceduto da un\u2019epigrafe in greco antico tratta dalla tragedia <em>Prometeo incatenato<\/em> di Eschilo, che in italiano significa: \u00abUna paura penetrante tormenta le nostre anime\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Non credo che questo sia<br>il fischio del bracconiere.<br>C\u2019\u00e8 troppa nebbia. Comunque<br>(qui son le carte) finite<br>voi la partita. Io <br>(potete continuare a bere<br>anche per me) conosco,<br>n\u00e9 posso esimermi, quello<br>ch\u2019\u00e8 il mio preciso dovere.<\/p><p>Qualsiasi richiamo nel bosco<br>oda insolito, uccello<br>o altro agente che sia,<br>devo andare a vedere.<br>Porgetemi per cortesia,<br>\u00e8 l\u00ec a quel chiodo, il fucile <br>ed il mio cartucciere.<br>Intanto (scusate: ci vuole,<br>col freddo che m\u2019aspetta)<br>lasciate ch\u2019io mi versi ancora<br>\u2013 ultimo \u2013 quest\u2019altro bicchiere.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personaggio narratore, il guardacaccia, recita il suo discorso di fronte a un pubblico di amici e compagni con i quali sta giocando a carte. Deve interrompere il gioco, perch\u00e9 da fuori si sente un fischio ed \u00e8 suo dovere andare a controllare. Per tranquillizzare i suoi amici, che sembrano preoccupati, parla del suo rapporto con la solitudine e con la paura di morire, traendone alcune conclusioni generali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caproni, in uno scritto inedito, preparato probabilmente per una conferenza, ha definito questa poesia \u00abraccontino allegorico\u00bb, facendo riferimento al fatto che il testo ha due significati: uno, letterale, che si pu\u00f2 riassumere in una breve narrazione, e l\u2019altro, allusivo, che esprime qualcosa di diverso, che, in questo caso, riguarda il rapporto che l\u2019uomo intrattiene con la morte e con la paura della fine. Queste sono le parole usate da Caproni per descrivere la poesia (da <em>Sulla poesia<\/em>, Roma, Italo Svevo Edizioni, 2016): <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Un guardiacaccia, una sera di maltempo, sta bevendo e giocando a carte coi suoi compagni. Un fischio dal bosco, che non pu\u00f2 essere quello del solito bracconiere, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 troppa nebbia in giro, mette in allarme la compagnia. Il guardiacaccia, ligio ai suoi doveri, si alza per andare a sincerarsi. Ma sul volto dei compagni legge chiaramente ch\u2019essi temono per lui un pi\u00f9 grave pericolo. Allora fa il discorsetto [\u2026], il cui succo \u00e8 pressappoco questo: se il nostro peggior nemico \u00e8 la morte, \u00e8 vana la prudenza e il restarsene in casa; tanto essa \u00e8 gi\u00e0 qui, in casa nostra; \u00e8 dentro di noi. Evidentemente, nei trepidi compagni del guardiacaccia ho visto la mia persona esitante e timorosa, mentre nel guardiacaccia stesso, e nel suo recitativo appena ironico, quell\u2019<em>alter ego <\/em>che vorrei essere e che, purtroppo, non sono.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Distante dalla neoavanguardia, all\u2019inizio degli anni Sessanta cerca di dare una risposta, con la poesia, alla crisi della lirica tradizionale, quella in cui il poeta esprime direttamente, per lo pi\u00f9 in testi brevi, la propria individualit\u00e0, i propri pensieri e le proprie passioni. Questa lunga poesia narrativa (98 versi), come le altre di <em>Congedo del viaggiatore cerimonioso &amp; altre prosopopee<\/em>, sperimenta una forma nuova, anomala per la tradizione italiana, in cui la voce \u00e8 affidata a un io che non coincide con quello del poeta e che \u00e8 espressione di uno degli aspetti della sua personalit\u00e0. Caproni stesso infatti ha detto \u2013 come abbiamo visto \u2013 che il personaggio protagonista, il guardacaccia, \u00e8 un suo <em>alter ego<\/em>, che rappresenta colui che vorrebbe essere e purtroppo non \u00e8. Il suo punto di vista, invece, quello in cui il poeta si riconosce, \u00e8 affidato agli interlocutori del guardacaccia, gli amici spaventati dal pericolo che sembra venire dall\u2019esterno, i quali ascoltano con attenzione ma non sembrano in grado di agire o di proporre una loro riflessione. E il guardacaccia, come gli altri personaggi del libro, sembra non crede a nulla se non alla morte, la sola certezza esistenziale, e tuttavia mantiene una sua dignit\u00e0, basata sul dovere di vivere e sulla fedelt\u00e0 al ruolo che gli \u00e8 stato assegnato dalla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Il guardacaccia, caccia<br>ed \u00e8 cacciato. Questa<br>\u00e8 una norma sicura.<br>Al diavolo perci\u00f2 la paura,<br>giacch\u00e9 non serve. Tanto, <br>in tutti noi non resta<br>\u2013 sola \u2013 che la certezza<br>gi\u00e0 da tempo in me sorta:<br>chi fabbrica una fortezza<br>intorno a s\u00e9, s\u2019illude <br>quanto, ogni notte, chi chiude<br>a doppia mandata la porta.<\/p><p>Lasciatemi perci\u00f2 uscire.<br>Questo, io vi volevo dire.<br>Per quanto siano bui <br>gli alberi, non corre un rischio<br>pi\u00f9 grande di chi resta, colui<br>che va a rispondere a un fischio.&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ora, se avete modo di procuravi il testo \u2013 possibilmente da <em>L\u2019opera in versi<\/em>, edizione critica a cura di Luca Zuliani, Mondadori 1998, ma pu\u00f2 andar bene qualsiasi altra edizione \u2013 provo a suggerire, in ordine sparso, alcuni spunti didattici per approfondirne la conoscenza e metterne a frutto le potenzialit\u00e0 in un&#8217;aula scolastica.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Immagina di dover rappresentare questo testo su un palcoscenico, a teatro. Scrivi un progetto organizzato in tre parti: gli attori: descrizione degli attori e dei loro ruoli; l\u2019ambiente, descrizione della scena (oggetti che servono, scenografie); l\u2019azione, sintesi delle azioni fondamentali compiute dagli attori.<\/li><li>Nella poesia di Caproni sono presenti due personaggi fondamentali: il guardacaccia, che \u00e8 colui che parla e descrive l\u2019ambiente dal suo punto di vista, e il suo pubblico, composto dagli amici con cui sta giocando a carte e a cui sta parlando. Il poeta dice di riconoscersi nelle idee e nei sentimenti degli amici del guardacaccia, i quali non parlano mai direttamente. I loro pensieri sono infatti espressi attraverso la mediazione del guardacaccia, il quale osserva i suoi interlocutori e li legge e interpreta a partire dalle loro espressioni, dai loro silenzi, dai loro comportamenti.&nbsp;Descrivi, per ciascuno dei seguenti sentimenti o emozioni, dei comportamenti (posizioni del corpo, espressioni del viso, gesti, ecc.) che li rendano per cos\u00ec dire visibili: paura per una situazione di pericolo reale; gioia per una buona notizia; ansia per un pericolo immaginato.<\/li><li>La morte \u00e8 un evento inevitabile, con cui ciascun essere vivente deve fare i conti personalmente. Tuttavia, il tema della morte \u00e8 rimosso nella cultura occidentale e quando viene affrontato dai mass media \u00e8 esaltato nei suoi aspetti pi\u00f9 spaventosi. In molti Paesi si sta diffondendo la necessit\u00e0 di praticare una &#8220;educazione alla morte&#8221; (Death Education) fin dai primi anni di vita, poich\u00e9 molti studi hanno dimostrato che quando gli adulti propongono in modo maturo questo argomento, i bambini sono pi\u00f9 propensi a valorizzare la vita, la salute e il benessere, riducendo comportamenti rischiosi, l&#8217;incidenza della depressione e di atteggiamenti autolesionistici. Esprimi la tua opinione su questo argomento, sostenendo le tue idee con esempi.<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La poesia, scritta nel 1961, \u00e8 raccolta nel libro Congedo del viaggiatore cerimonioso &amp; altre prosopopee, pubblicato nel 1965. 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