{"id":800,"date":"2021-10-26T16:03:53","date_gmt":"2021-10-26T14:03:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=800"},"modified":"2021-10-26T16:06:30","modified_gmt":"2021-10-26T14:06:30","slug":"i-libri-la-scuola-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/i-libri-la-scuola-le-persone\/","title":{"rendered":"I libri, la scuola, le persone"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>La lettura ad alta voce<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi due anni ho lavorato assiduamente alla diffusione della lettura ad alta voce. Mi ero occupato di questo argomento una quindicina di anni fa, quando avevo deciso di aprire il manuale di scrittura e lettura creativa intitolato <em>Narrazione e invenzione <\/em>(scritto a sei mani insieme a Federico Batini e Gabriel Del Sarto) con il capitolo \u201cAd alta voce\u201d. Avevo aderito gi\u00e0 da qualche anno al progetto \u201cNati per leggere\u201d, ero all\u2019epoca un padre-lettore e avevo gi\u00e0 avuto modo, proprio grazie a Federico Batini, che aveva gi\u00e0 messo a punto un metodo di orientamento con approccio narrativo, di comprendere lo straordinario potere cognitivo delle storie. Mi capit\u00f2 anche di fare dei corsi di formazione per educatrici e maestre di scuola dell\u2019infanzia di Bastia Umbra e di Foligno. Poi pi\u00f9 nulla per molti anni. Ho continuato a leggere ad alta voce per i figli, per gli studenti e anche per quei docenti che frequentavano i miei corsi (che si aprivano quasi sempre con la condivisione di una storia), ma non ho approfondito gli studi sull\u2019argomento, limitandomi a leggere i libri dell\u2019amico Federico.<\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie \u2013 questo mi sembrava di aver capito all\u2019epoca \u2013 hanno bisogno della voce (e dei corpi) degli adulti per diventare moneta di scambio tra le bambine e i bambini ancora non alfabetizzati. Perch\u00e9 non intensificare quell\u2019attivit\u00e0, quindi, per aumentare le possibilit\u00e0 di tutte e di tutti e per diminuire lo svantaggio iniziale che ancora danneggia coloro che non possono contare su un ambiente familiare adatto allo sviluppo di un vocabolario ricco e variegato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non avevo ancora chiaro quel che poi ho capito lavorando all\u2019iniziativa <a href=\"https:\/\/www.regione.toscana.it\/scuola\/speciali\/leggereforte\">Leggere: Forte!<\/a> della Regione Toscana, con il gruppo di lavoro coordinato proprio dal prof Batini attraverso la sua cattedra di Pedagogia sperimentale dell\u2019Universit\u00e0 di Perugia. E adesso sono convinto, grazie anche a una discreta messe di dati confortanti, che la lettura ad alta voce, se praticata in maniera intensiva e continuativa per l\u2019intero percorso di educazione e istruzione, sia in grado di dare un contributo fondamentale alla realizzazione di quanto previsto dall\u2019articolo 3 della Costituzione: \u00abrimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Una comunit\u00e0 di pratiche narrative<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un adulto tiene in mano un oggetto, il libro, dal quale attinge significati e suoni che diventano oggetto di uno scambio, una transazione. Il bambino o la bambina piange oppure ride, vocalizza, ma a un certo punto qualcosa accade e si mette in attesa, guarda e ascolta, e con un segnale d\u00e0 inizio al dialogo. A questo punto si verifica una curiosa situazione comunicativa, in cui il protagonista assoluto della scena \u00e8 la voce \u2013 da considerarsi materia viva e consistente, <em>fon\u00e8<\/em>, respiro secondo l\u2019etimologia greca \u2013 che scaturisce dal corpo: la voce \u00e8 respiro che suona tra le corde vocali e inciampa, rallenta la sua corsa nella bocca, tra il palato, i denti e le labbra in movimento. \u00c8 la voce ad attribuire un significato al libro, che altro non \u00e8 che un mediatore inanimato, un oggetto che non avrebbe senso senza competenze di lettura e che invece diventa una scatola magica piena di suoni e di calore. Anche i corpi si dispongono intorno al libro. Sono situati in un tempo e uno spazio precisi e tuttavia sono anche altrove, in un mondo narrato che prende forma grazie alla memoria e all\u2019immaginazione di ciascuno. Ricorrendo all\u2019efficace metafora di Nancie Atwell, leggere significa entrare nella <em>zona di lettura<\/em>. \u00c8 una situazione strana, per cui chi legge e chi ascolta finisce per condividere ben due esperienze, una nel mondo empirico e un\u2019altra, mediata dalla storia e simulata a livello neurale, nel mondo narrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 cos\u00ec che una comunit\u00e0 prende forma e si costituisce, creando e rafforzando legami di fiducia e sviluppando una cultura condivisa. Una comunit\u00e0 di interlocutori e di interlocutrici che mettono in comune storie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>I libri, la letteratura<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ormai sono convinto che la didattica della letteratura cominci con la lettura ad alta voce nei servizi educativi per la prima infanzia. Una didattica apparentemente semplice, facile da praticare, e tuttavia raffinata, poich\u00e9 basata interamente sulla relazione e, quindi, sulla capacit\u00e0 di leggere e interpretare le situazioni, di reagire prontamente ai cambiamenti e, soprattutto, di fornire stimoli sufficienti a consentire la partecipazione di tutte e di tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggere ad alta voce, soprattutto, \u00e8 una pratica di condivisione che si fonda sulla scelta di storie, ovvero di libri. Quali libri? Ovviamente i <em>migliori<\/em>: quelli pi\u00f9 efficaci per quella persona o per quel gruppo di persone, che grazie alla mediazione delle storie narrate possono arricchire il proprio vocabolario e sviluppare le proprie capacit\u00e0 cognitive. E chi li sceglie? Ovviamente chi \u00e8 responsabile del processo educativo e poi di istruzione: l\u2019insegnante, che deve essere in grado di scovare, procedendo per tentativi ed errori, le storie che funzionano tra le migliaia e migliaia disponibili in lingua italiana e non solo, visto che oggi disponiamo anche di meravigliosi silent book.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri, una volta mi ha detto Marielle Mac\u00e9 in un\u2019i<a href=\"https:\/\/laricerca.loescher.it\/i-quaderni-della-ricerca-05\/\">ntervista<\/a>, sono \u201cpi\u00f9 forti di me\u201d, di noi, di ciascun lettore e ciascuna lettrice.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Gli scrittori che cito li scelgo perch\u00e9 sono appunto pi\u00f9 forti di me, perch\u00e9 spostano il mio pensiero, perch\u00e9 dicono cose che avrei voluto poter dire io, ma loro lo dicono meglio e ne dicono di pi\u00f9. La letteratura \u00e8 una risorsa anche in questo senso: mentre leggo, il testo \u00e8 il mio alleato, ma \u00e8 il mio alleato in tutta la sua difficolt\u00e0, in tutta la sua alterit\u00e0 e questo fa s\u00ec che io debba fare uno sforzo nei suoi confronti. Una risorsa quindi, ma una risorsa da tradurre, da raggiungere, alla quale fare posto al proprio interno.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco da dove deriva la forza straordinaria della lettura e, anche, della lettura ad alta voce! Le parole che usiamo non sono le nostre, e se vogliamo ricorrere al loro aiuto dobbiamo tradurle, riscriverle, incorporarle, inscriverle nella nostra vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di andare a pescare a colpo sicuro nella biblioteca dei classici, in una specifica tradizione \u2013 sempre rappresentativa di un altrettanto specifica civilt\u00e0, di una cultura \u2013 o in un autorevole manuale, ma di cercare che cosa possa funzionare come letteratura all\u2019interno della nostra comunit\u00e0. Quali sono le storie, e anche i canti \u2013 le poesie \u2013, che possono coinvolgere attivamente bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini del gruppo a cui appartengo, dell\u2019aula di cui sono responsabile? E quali sono le pratiche, gli ambienti e i comportamenti che favoriscono l\u2019attivazione delle risorse cognitive delle persone che vogliamo coinvolgere? \u00c8 meglio stare in piedi o seduti? E seduti dove, e come? \u00c8 preferibile una lettura dialogata? \u00c8 utile vedere le immagini, toccare il libro, e poi disegnare, scrivere, riscrivere?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono tante le tecniche, le strategie, i metodi sperimentati e altrettanti quelli ancora in corso di elaborazione. E ancora di pi\u00f9 sono i libri \u2013 le opere \u2013 che hanno gi\u00e0 consentito di fare esperienze estetiche a milioni di persone. A volte ho l\u2019impressione che sia ancora tutto da fare, e che tutto sia a portata di mano.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettura ad alta voce Negli ultimi due anni ho lavorato assiduamente alla diffusione della lettura ad alta voce. 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