{"id":652,"date":"2019-10-13T11:43:52","date_gmt":"2019-10-13T09:43:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=652"},"modified":"2019-10-17T12:13:30","modified_gmt":"2019-10-17T10:13:30","slug":"la-scuola-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/la-scuola-e-politica\/","title":{"rendered":"La scuola \u00e8 politica"},"content":{"rendered":"<p>Desideravo fare un libro sulla scuola, e siccome la scuola \u00e8 un argomento complesso e importantissimo ho pensato di coinvolgere altre persone nella sua realizzazione: Federico Batini, Giusi Marchetta e Vanessa Roghi.<br \/>\n\u00c8 un libro disordinato, aperto, organizzato in voci disposte in ordine alfabetico. Un argomento per ogni lettera dell&#8217;alfabeto, come in un abbecedario. Un abbecedario laico, popolare e democratico, che si rivolge a tutti coloro che sono interessati alla manutenzione di una scuola laica, popolare e democratica.<br \/>\nQui di seguito\u00a0potete leggere una breve introduzione al libro pubblicato da <a title=\"Lascuola\u00e8politica\" href=\"https:\/\/www.effequ.it\/scuolapolitica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Effequ<\/a> e una sintesi delle 21 voci che lo compongono.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n<em>La scuola non deve fare politica, dicono. Ma la scuola non potrebbe \u2013 anche volendo \u2013 non essere politica, innanzitutto perch\u00e9 obbliga ogni anno milioni di persone a stare insieme, condividendo esperienze e storie che inevitabilmente produrranno una trasformazioni intime, profonde e durature. La scuola, semmai, essendo politica ha il dovere di compiere delle scelte di campo e di decidere, per prima cosa, quali trasformazioni vuole ottenere, a quale scopo e al servizio di chi. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 lavorare al servizio degli studenti \u2013 i cittadini pi\u00f9 giovani, quelli che stanno disegnando la societ\u00e0 di domani \u2013 e un\u2019altra \u00e8 lavorare al servizio dei genitori o, come spesso accade, degli insegnanti. Cambiando l\u2019obiettivo, si modifica anche il senso della scuola, la sua finalit\u00e0 politica.<\/em><br \/>\n<em> Consapevoli che nulla, nella scuola, \u00e8 neutro, poich\u00e9 ogni piccola cosa \u00e8 portatrice di un significato e di una visione del mondo, \u2013 dalla posizione dell\u2019edificio nella citt\u00e0 alla qualit\u00e0 degli infissi, dalla disposizione dei banchi all\u2019accessibilit\u00e0 alla rete wifi, dal libro di testo al tono di voce del docente, \u2013 questo dizionario intende offrire ai cittadini uno strumento per capire politicamente la scuola e per aiutare i nuovi cittadini a costruire una scuola che sia davvero, un giorno non troppo lontano, laica, popolare e democratica.<\/em><\/p>\n<p>ADULTI di Simone Giusti<br \/>\nGli adulti fanno e disfanno la scuola ogni giorno, seduti in Parlamento o nelle loro auto mentre accompagnano a scuola i figli. Agli adulti appartiene ogni discorso sulla scuola \u2013 compreso quello che facciamo in questo libro \u2013 e da loro discende ogni decisione. In modo pi\u00f9 o meno responsabile.<\/p>\n<p>BULLI di Federico Batini<br \/>\nDi bullismo, di bullismo omofobico, di cyberbullismo bisogna parlare a scuola, occorre parlarne esplicitamente, occorre analizzare i comportamenti e i motivi possibili che li provocano con bambini e ragazzi. Il silenzio \u00e8 complicit\u00e0.<\/p>\n<p>COMPETENZE di Federico Batini<br \/>\n\u00c8 la parola tab\u00f9 per eccellenza, invisa a intellettuali di destra e di sinistra. Una parola vuota, che ciascuno interpreta a suo piacimento e sempre in modo da confermare una sola certezza: si stava meglio prima. Qui si cerca di (ri)spiegarne il significato e il senso.<\/p>\n<p>DISCIPLINE di Simone Giusti<br \/>\nToccami tutto, ma non le discipline. La scuola cambia, si riforma e si trasforma, modificando i compiti e gli obiettivi ma senza mai mettere in discussione gli strumenti necessari ad attuarli. Si devono fare cose diverse ricorrendo alle stesse \u201cmaterie\u201d. Eppure a scuola si insegnano proprio quelle discipline non perch\u00e9 siano le migliori o le pi\u00f9 sensate, ma perch\u00e9 sono quelle che abbiamo scelto quando la scuola \u00e8 nata e si \u00e8 strutturata. Discutiamone.<\/p>\n<p>EMPOWERMENT di Simone Giusti<br \/>\n\u00c8 l\u2019unica parola inglese presente nell\u2019abbecedario: perch\u00e9 \u00e8 una parola intraducibile, perch\u00e9 \u00e8 inevitabile e perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 entrata nella nostra cultura politica, grazie soprattutto al femminismo. \u00c8 la finalit\u00e0 ultima dell\u2019insegnamento democratico, ed \u00e8 la cartina di tornasole che ogni adulto dovrebbe usare per verificare se la scuola va nella giusta direzione.<\/p>\n<p>FANTASTICA di Vanessa Roghi<br \/>\nLa fantastica \u00e8 l\u2019arte di raccontare storie, ritenuta da Gianni Rodari \u00abutile a chi crede nella necessit\u00e0 che l&#8217;immaginazione abbia il suo posto nell&#8217;educazione; a chi ha fiducia nella creativit\u00e0 infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. \u201cTutti gli usi della parola a tutti\u201d mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perch\u00e9 tutti siano artisti, ma perch\u00e9 nessuno sia schiavo\u00bb.<\/p>\n<p>GENERE di Giusi Marchetta<br \/>\nUno degli obiettivi che l\u2019ONU ha assegnato agli stati per garantire uno sviluppo sostenibile dice \u00abRaggiungere l\u2019uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze\u00bb, perch\u00e9 donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo. E la parit\u00e0 di genere non \u00e8 solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace. A cominciare dalla scuola?<\/p>\n<p>H di Giusi Marchetta<br \/>\nE se provassimo a considerare gli alunni che ci avrebbero assegnato come persone \u201cin situazione di handicap\u201d? Non si tratta di porre l\u2019accento su quello che possono fare o che potrebbero fare diversamente, ma di riflettere sul contesto che impedisce loro di seguire le lezioni come gli altri e, in generale, di sentirsi parte dell\u2019esperienza scolastica.<\/p>\n<p>IDA di Simone Giusti<br \/>\nLa scuola \u00e8 fatta di acronimi. Questo \u00e8 l\u2019unico che vale la pena sciogliere davvero perch\u00e9 significa Istruzione degli Adulti e tocca uno dei temi pi\u00f9 importanti e trascurati da politici e intellettuali. Una volta si chiama EDA (Educazione degli Adulti), poi qualcuno, nell\u2019indifferenza generale, ha deciso di mettere fine a ogni ambizione di cambiamento.<\/p>\n<p>LETTURA di Giusi Marchetta<br \/>\nSoli davanti alla complessit\u00e0 di questo mondo esteriore e interiore, questi adolescenti potrebbero trovare nella letteratura la conferma che qualsiasi dolore provino esiste, qualunque diversit\u00e0 sentano \u00e8 gi\u00e0 stata avvertita, che ogni lutto li abbia colpiti \u00e8 stato compreso e raccontato.<\/p>\n<p>MONDO di Simone Giusti<br \/>\nL\u2019espressione \u201cil mondo della scuola\u201d, abusatissima, \u00e8 sintomatica d\u2019una particolare concezione dell\u2019ambiente scolastico, che viene percepito spesso come un microcosmo s\u00e9 stante da far frequentare per un certo periodo di tempo le persone pi\u00f9 giovani \u2013 minori, mancanti, persone non intere \u2013 in modo da prepararle adeguatamente a entrare nel \u201cmondo vero\u201d, quello degli adulti.<\/p>\n<p>NUMERI di Federico Batini<br \/>\nIl problema del rapporto con i numeri si ripercuote su tutta la popolazione e si allarga a strutturare un certo disprezzo nei confronti della scienza, con conseguenze immediate sulla vita sociale: si pensi alle polemiche relative ai vaccini o al permanere di teorie strampalate come quelle dei terrapiattisti.<\/p>\n<p>ORIENTAMENTO di Federico Batini<br \/>\nOccorre sorvegliare affinch\u00e9 ai ragazzi non venga proposto come orientamento ci\u00f2 che non \u00e8 altro che marketing, ma non \u00e8 sufficiente limitarsi a una funzione di controllo. Per rendere i ragazzi e le ragazze davvero protagonisti della propria vita occorre che si investa seriamente in azioni di orientamento formativo trasversali all\u2019intero percorso di istruzione.<\/p>\n<p>PARTECIPAZIONE di Federico Batini<br \/>\nSe chiedessimo a insegnanti e genitori di diversa estrazione e tipologia, di convinzioni diverse, per chi \u00e8 fatta la scuola, non c\u2019\u00e8 dubbio che la quasi totalit\u00e0 risponderebbe che la scuola \u00e8 pensata, progettata, costruita per gli studenti, anche se assistendo alle discussioni, leggendo i quotidiani, analizzando in modo neutrale le pratiche non sembra che sia cos\u00ec.<\/p>\n<p>QUI PRO QUO di Simone Giusti<br \/>\nEquivoci e malintesi sulla scuola (e anche qualche bugia). In buona e in cattiva fede. Ma siccome la scuola \u00e8 politica, l\u2019ingenuit\u00e0 non \u00e8 consentita ed \u00e8 meglio sgombrare il campo da alcuni luoghi comuni (sulla valutazione, sulla disciplina, ecc.).<\/p>\n<p>RISULTATI di Federico Batini<br \/>\nSolo se condividiamo, adulti e studenti, gli obiettivi, come sistema ma anche nella singola classe, e li comprendiamo davvero, potremo tradurli in risultati attesi, e di conseguenza progettare la nostra azione didattica per prenderci, indirettamente, cura dei risultati.<\/p>\n<p>SCRITTURA di Giusi Marchetta<br \/>\nSorge il dubbio che non si conceda agli studenti abbastanza tempo per esprimersi e per lavorare sul modo in cui si esprimono.<\/p>\n<p>TECNICA di Simone Giusti<br \/>\nSe l\u2019insegnante decide di essere un artigiano \u2013 un artigiano particolare, che non lavora in regime di libero mercato ma che percepisce dallo Stato uno stipendio \u2013 allora pu\u00f2 accettare di condividere le proprie tecniche con i colleghi, insegnando insieme a loro, se capita l\u2019occasione, oppure parlandone liberamente, spiegando le proprie e stimolando il racconto di quelle altrui.<\/p>\n<p>UFFA di Giusi Marchetta<br \/>\nChiunque entri alla fine dell\u2019anno in una scuola deserta sentirebbe tutto quello che si \u00e8 attaccato ai muri nel corso dei giorni e dei mesi, il bello e il brutto. Tra il bello e il brutto c\u2019\u00e8 la noia.<\/p>\n<p>VOCE di Simone Giusti<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 evidente che, almeno a scuola, non esiste voce se non in presenza di qualcuno pronto ad ascoltarla e a comprenderne il significato. Ecco il punto. Una voce che, trovando ascolto, d\u00e0 luogo a un evento sociale.<\/p>\n<p>ZERO di Vanessa Roghi<br \/>\nZero \u00e8 un numero, i ragazzi, le ragazze sono identificati con un numero, si chiama voto, se \u00e8 sopra il 6 \u00e8 un buon voto, se \u00e8 sotto il 6 \u00e8 cattivo. I voti fanno media, per alcuni insegnanti la media \u00e8 aritmetica, se prendi un 8 e poi un 2 allora ti meriti un 5. C\u2019\u00e8 chi mette anche i decimali nella valutazione. C\u2019\u00e8 chi scrive Zero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Desideravo fare un libro sulla scuola, e siccome la scuola \u00e8 un argomento complesso e importantissimo ho pensato di coinvolgere altre persone nella sua realizzazione: [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":655,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[96,93,94,38,95],"class_list":["post-652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi","tag-effequ","tag-federico-batini","tag-giusi-marchetta","tag-scuola","tag-vanessa-roghi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/LaScuolaEPolitica_cover.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=652"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":665,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652\/revisions\/665"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}