{"id":601,"date":"2018-11-02T17:36:16","date_gmt":"2018-11-02T16:36:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=601"},"modified":"2018-11-14T10:29:15","modified_gmt":"2018-11-14T09:29:15","slug":"la-lettura-come-costruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/la-lettura-come-costruzione\/","title":{"rendered":"La lettura come costruzione"},"content":{"rendered":"<p>Anticipo qui alcune pagine tratte da un lungo articolo, ancora inedito, che ho dedicato a Tzvetan Todorov.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p>Nel 1978 Tzvetan Todorov pubblica un saggio intitolato <em>La lecture comme construction<\/em>, aggiunto in coda alla seconda edizione di Po\u00e9tique de la prose [T. Todorov, <em>Poetica della prosa<\/em>, trad. it. di Elisabetta Ceciarelli, Milano, Bompiani, 1995, ed. or. <em>Po\u00e9tique de la prose (choix) suivi de Nouvelles recherches sur le r\u00e9cit<\/em>, Paris, \u00c9ditions du Seuil, 1978, pp. 175-188] e incluso nel volume <em>Les genres du discours<\/em>. Nell\u2019arco di circa quindici pagine, l\u2019autore illustra l\u2019esperienza della lettura dei classici (definiti \u00abtesti rappresentativi\u00bb, poich\u00e9 capaci di costruire immagini nella mente di chi legge), iniziando cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Non si riesce a cogliere ci\u00f2 che \u00e8 onnipresente. Nulla vi \u00e8 di pi\u00f9 comune della lettura, e nulla di pi\u00f9 ignoto. Leggere: \u00e8 cos\u00ec semplice che sembra, a prima vista, che non vi sia niente da dire al riguardo.<br \/>\nNegli studi sulla letteratura si \u00e8 talvolta \u2013 raramente \u2013 affrontato il problema della lettura da due punti di vista molto differenti: l\u2019uno tiene conto dei lettori nella loro diversit\u00e0 storica o sociale, collettiva o individuale; l\u2019altro, dell\u2019immagine del lettore, tal quale si trova rappresentata in alcuni testi: il lettore come personaggio, o ancora come \u201cnarratario\u201d [narrataire]. Ma resta un campo inesplorato, quello della logica della lettura, che non \u00e8 rappresentato nel testo e che perci\u00f2 \u00e8 anteriore alla differenza individuale.<br \/>\nEsistono pi\u00f9 tipi di lettura. Mi soffermer\u00f2 qui su uno solo di essi, non certo il minore: la lettura dei classici della narrativa, pi\u00f9 esattamente dei testi detti rappresentativi. \u00c8 questa lettura, ed essa soltanto, che si effettua come una costruzione [p. 187].<\/p><\/blockquote>\n<p>A partire dal testo, grazie a una particolare modalit\u00e0 di lettura, i lettori sarebbero in grado di costruire universi immaginari che non imitano la realt\u00e0, ma la creano:<\/p>\n<blockquote><p>Ci\u00f2 che esiste, all\u2019inizio, \u00e8 il testo, e nient\u2019altro che il testo; solo sottoponendolo a un tipo particolare di lettura costruiamo, a partire da esso, un universo immaginario. Il romanzo non imita la realt\u00e0, la crea: questa formula dei preromantici non \u00e8 una semplice innovazione terminologica; solo la prospettiva della costruzione ci permette di comprendere il funzionamento del testo cosiddetto rappresentativo.<br \/>\nLa questione della lettura si riassume dunque nel modo seguente: come un testo conduce alla costruzione di un universo immaginario? Quali sono gli aspetti del testo che determinano la costruzione da noi effettuata in occasione della lettura, e in quale modo? [pp. 187-188].<\/p><\/blockquote>\n<p>La domanda che si pone Todorov \u2013 a cui cercheranno di dare una riposta, negli anni seguenti, la linguistica cognitiva, le neuroscienze e, soprattutto, la poetica cognitiva \u2013 apre il varco a uno studio antropologico della lettura e delle letteratura. Se \u00e8 il testo, infatti, a contenere le istruzioni necessarie alla costruzione dell\u2019universo immaginario che si forma nella mente del lettore, \u00e8 per\u00f2 il singolo lettore, donna o uomo in carne e ossa, a fornire i materiali da costruzione: i propri ricordi e le immagini gi\u00e0 presenti nella sua memoria, grazie ai quali pu\u00f2 costruire l\u2019universo immaginario evocato nel testo dall\u2019autore. La lettura dei testi rappresentativi \u00e8 una vera e propria produzione, e come tale pu\u00f2 essere indagata sono attraverso l\u2019\u00abintrospezione\u00bb o il confronto con \u00abi racconti che gli altri possono fare della loro lettura\u00bb (p. 192).<br \/>\nSecondo Todorov solo le \u00abfrasi referenziali\u00bb permettono la costruzione del mondo, poich\u00e9 hanno il potere di evocare avvenimenti nella mente di chi legge, consentendogli di \u00abcostruire un universo immaginario\u00bb (p. 192). Vediamo un suo esempio concreto di frase referenziale, contrapposta a una frase sentenziosa:<\/p>\n<blockquote><p>Prendiamo due frasi di Adolphe [di Benjamin Constant]: \u00abLa sentivo migliore di me, mi disprezzavo per esserle indegno. \u00c8 una sventura terribile quella di non essere amati quando si ama ma \u00e8 un bene grande essere amati con passione quando non si ama pi\u00f9\u00bb. La prima di queste due frasi \u00e8 referenziale: essa evoca un avvenimento (i sentimenti di Adolphe); la seconda non lo \u00e8: \u00e8 una sentenza. La differenza tra le due viene segnalata mediante indici grammaticali la sentenza esige il presente, la terza persona del verbo non comporta anafore [p. 188].<\/p><\/blockquote>\n<p>Ovviamente il lettore legge tutto il testo, non le singole frasi. Ma una volta che le frasi referenziali hanno fornito al lettore un qualche appiglio per costruire il suo universo immaginario, anche le altre frasi vengono osservate da quel punto di vista e contribuiscono al suo consolidamento. Per spiegare meglio il fenomeno, Todorov propone di distinguere due diverse modalit\u00e0 di ricezione del testo: la \u00absignificazione\u00bb, che presuppone la conoscenza della lingua nella quale il testo \u00e8 stato scritto e che conduce alla comprensione del testo, e la \u00absimbolizzazione\u00bb, secondo la quale \u00abi fatti simbolizzati vengono interpretati\u00bb. Le interpretazioni, specifica Todorov di seguito, \u00abvariano da un soggetto all\u2019altro\u00bb, sono quindi soggettive, personali, e sono fondamentali alla costruzione di quell\u2019universo immaginario senza il quale il testo rimarrebbe piatto, incapace di evocare o rappresentare alcunch\u00e9. Questo \u00e8 lo schema usato da Todorov per illustrare il fenomeno della lettura di quelli che definisce testi rappresentativi:<\/p>\n<blockquote><p>1. Racconto dell\u2019autore \u2013&gt; 2. Universo immaginario evocato dall\u2019autore \u2013&gt; 3. Universo immaginario costruito dal lettore \u2013&gt; 4. Racconto del lettore.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come rispondere \u2013 conclude Todorov \u2013 alla domanda \u00abcome conosciamo ci\u00f2 che si produce nel momento della lettura?\u00bb. Le risposte sono due: \u00abper introspezione\u00bb e attraverso il confronto coi \u00abracconti che gli altri possono fare della loro lettura\u00bb, i quali sono diversi per ogni lettore e a ogni lettura, poich\u00e9 non descrivono \u00abl\u2019universo del libro in s\u00e9\u00bb ma un \u00abuniverso trasformato, come si trova nella psiche di ogni individuo\u00bb (p. 192). Il lettore comune, quello che legge per soddisfare i propri bisogni e non per mestiere, acquisisce, a partire da questo momento, un ruolo determinante nella ricerca di Todorov, che non potr\u00e0 pi\u00f9 accontentarsi dell\u2019analisi dei testi come unica fonte di conoscenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anticipo qui alcune pagine tratte da un lungo articolo, ancora inedito, che ho dedicato a Tzvetan Todorov.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[86,85],"class_list":["post-601","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi","tag-lettura","tag-todorov"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=601"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":623,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/601\/revisions\/623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}