{"id":567,"date":"2018-05-27T20:06:25","date_gmt":"2018-05-27T18:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=567"},"modified":"2018-05-28T09:00:15","modified_gmt":"2018-05-28T07:00:15","slug":"dal-patrimonio-culturale-allesperienza-estetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/dal-patrimonio-culturale-allesperienza-estetica\/","title":{"rendered":"Dal patrimonio culturale all&#8217;esperienza estetica"},"content":{"rendered":"<p>Insieme a Samira Dlimi, docente dell&#8217;\u00c9cole Normale Sup\u00e9rieure, Universit\u00e9 Mohammed V di Rabat, ho scritto un articolo intitolato &#8220;Mobilit\u00e0 degli studenti: quali competenze per garantirne la qualit\u00e0?&#8221;, appena uscito nel volume <em><a title=\"didatticalingue\" href=\"http:\/\/edizionicafoscari.unive.it\/it\/edizioni\/libri\/978-88-6969-228-4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La didattica delle lingue nel nuovo millennio<\/a>. Atti del IV Congresso della societ\u00e0 di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa DILLE (Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia, 2-4 febbraio 2017).<\/em><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;La mobilit\u00e0 \u2013 si legge nell&#8217;introduzione \u2013 necessita che lo studente abbia in possesso delle competenze esistenziali, emozionali e psicologiche, oltre a quelle linguistiche, che favoriscono la sua integrazione nel paese di accoglienza. Proprio partendo da questa convinzione ci siamo posti vari interrogativi: come preparare e accompagnare, allora, questi giovani studenti destinati alla mobilit\u00e0 prima, durante e dopo il loro soggiorno all\u2019estero a ripensare i loro comportamenti, attitudini e interazioni sociali? Come sviluppare in loro competenze (di tipo interculturale) e attrezzarli con strumenti d\u2019analisi utili a comprendere aspetti culturali altri per superare le incomprensioni dovuti alle differenze culturali? Come sensibilizzarli nei confronti di una lingua, cultura e modo di vita diversi, cio\u00e8 come condurli ad una buona coscienza reciproca nel rispetto delle diversit\u00e0? Come aiutarli a trasformare le loro conoscenze e le loro abilit\u00e0 in competenze personali che consentano loro l\u2019inserimento in una nuova realt\u00e0 sociale?&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nell&#8217;ultima parte dell&#8217;articolo, riportata di seguito, cerco di riflettere sulla necessit\u00e0 di adottare una visione della cultura, e della letteratura in particolare, centrata sulla dimensione cognitiva e sull&#8217;esperienza estetica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Dal patrimonio culturale all&#8217;esperienza estetica<\/strong><\/p>\n<p>Il concetto di patrimonio culturale si basa sull\u2019idea che una comunit\u00e0 di persone sia proprietaria di un insieme di prodotti materiali e immateriali ereditati dalle generazioni precedente e che \u00e8 chiamata a preservare e valorizzare (anche dal punto di vista economico). Romanzi, poesie, sculture, quadri, melodrammi e canzoni sono presentati nella scuola secondaria come pezzi di un patrimonio culturale che pu\u00f2 essere locale, nazionale o \u2018straniero\u2019 (ancora abbiamo qualche difficolt\u00e0 a usare l\u2019aggettivo europeo o, addirittura, mondiale). Usiamo le opere per parlare del patrimonio culturale (l\u2019eredit\u00e0, la storia di una civilt\u00e0), oppure per spiegare agli alunni alcuni dei trucchi che gli artisti hanno usato per creare le loro opere e per far s\u00ec che il pubblico ne rimanesse affascinato (le tecniche artistiche, la retorica, la composizione).<br \/>\nRimane sempre sullo sfondo una visione dell\u2019arte basata sull\u2019aspetto \u2018patrimoniale\u2019, cio\u00e8 sul valore dell\u2019opera. Un valore che non \u00e8 motivato agli alunni, ma che \u00e8 narrato sotto forma di storia (della letteratura, dell\u2019arte, della musica\u2026) o dato per scontato, poich\u00e9 gi\u00e0 definito altrove, nei luoghi deputati alla costruzione di un canone o di una tradizione.<br \/>\nQuesta concezione dell\u2019arte e in generale della cultura pu\u00f2 essere nemica della capacit\u00e0 di \u00abriconoscere ed apprezzare le diverse identit\u00e0, le tradizioni culturali e religiose\u00bb in un\u2019ottica di dialogo e di rispetto reciproco non solo perch\u00e9 in passato, soprattutto attraverso un certo modo di studiare la letteratura italiana, \u00e8 stata usata per \u2018costruire gli italiani\u2019, ma anche perch\u00e9 non lascia spazio alla relazione tra la persona e l\u2019opera d\u2019arte.<br \/>\nL\u2019esperienza della fruizione dell\u2019arte (la lettura, l\u2019ascolto, la visione) \u00e8 ridotta alla sua dimensione intellettuale ed \u00e8 guidata dal pregiudizio che si tratta di un\u2019esperienza privilegiata, perch\u00e9 svolta su qualcosa di prezioso. Nelle pratiche didattiche pi\u00f9 diffuse nell\u2019ambito della didattica della lingua e della letteratura, per esempio, \u00e8 naturale non tener conto delle emozioni e delle impressioni dell\u2019alunno, chiamato a fare esercizi di comprensione, di analisi e di interpretazione che escludono il corpo dell\u2019alunno e la sua esperienza personale. Il lettore concreto \u00e8 di fatto escluso: conta solo il lettore implicito al testo, una figura astratta e impersonale.<br \/>\nSarebbe utile accogliere la proposta del filosofo Jean-Marie Schaeffer (2014), che invita a tenere separate, nella ricerca e nella didattica, la dimensione normativa dell\u2019opera da quella cognitiva. E che sollecita i docenti di lingua e di letteratura a promuovere una conoscenza attiva dell\u2019opera d\u2019arte, fondata sulla lettura in comune e sull\u2019attivazione delle opere anzich\u00e9 sull\u2019analisi narratologica e retorica.<br \/>\nLa letteratura, usata spesso nei corsi di lingua straniera per insegnare la storia della cultura e della civilt\u00e0 di un determinato popolo o di una nazione (Giusti 2010, 177-82; 2012), pu\u00f2 avere la funzione di favorire lo sviluppo di competenze sociali, purch\u00e9 sia intesa in senso ampio come un corpus di opere caratterizzate fondamentalmente dalla narrativit\u00e0.<br \/>\nCon la lettura (e in generale con la fruizione) di storie si assiste a un\u2019immersione nell\u2019universo presentato dall\u2019opera \u2013 il mondo narrato (Jedlowski 2000, 26-41) \u2013 e si realizza un\u2019esperienza che \u00e8 \u00abreale quanto qualsiasi altra esperienza vissuta\u00bb (Schaeffer 2015, 20). Durante la lettura \u2013 in particolare durante la lettura di un\u2019opera narrativa \u2013 avviene una simulazione che il neuroscienziato Vittorio Gallese (2010, 260-1) ha definito \u00abliberata\u00bb, poich\u00e9 all\u2019interno del mondo narrato, in una situazione protetta e a una distanza di sicurezza, \u00absiamo liberi di amare, odiare, provare terrore\u00bb.<br \/>\nL\u2019esperienza \u00abmediata\u00bb (Jedlowski 2008, 91-105) dalle opere della letteratura e, in generale, dalle storie, \u00e8 libera e liberatoria, consente di \u00abmoltiplicare la vita\u00bb (Jedlowski 2013, 22), di allenare l\u2019empatia e di sviluppare l\u2019\u00abimmaginazione narrativa\u00bb (Nussbaum 2011, 111). Un\u2019esperienza che \u2013 esattamente come le esperienze reali (Oatley 2008) \u2013 lascia tracce di s\u00e9 nella memoria, preparando il terreno ad altre esperienze, tracciando piste per comportamenti futuri, aprendo la strada ad altre interpretazioni.<br \/>\nI neuroscienziati e ora anche molti linguisti ritengono che la lingua sia <em>embodied<\/em>, incorporata, e che le narrazioni abbiano per effetto la simulazione neurale delle azioni messe in scena nella storia. Secondo la teoria dell\u2019embodiment, infatti, gli esseri umani userebbero lo stesso sostrato neurale per esperire il mondo (da punto di vista motorio o sensoriale) e per processare e comprendere il linguaggio usato per rappresentare l\u2019esperienza (Buccino, Mezzadri 2015, 191). Se cos\u00ec fosse sarebbe possibile pensare ai romanzi, per prendere ad esempio il genere letterario dominante nell\u2019et\u00e0 contemporanea, come dei veri e propri strumenti per simulare, nella mente di ciascun lettore, centinaia e migliaia di azioni, emozioni ecc. Il lettore se ne starebbe seduto in poltrona a leggere il suo libro, a una temperatura ambientale di 20 gradi centigradi, privo di altri bisogni corporali, ed ecco che nello stesso momento sarebbe proiettato in un altro mondo, il mondo narrato in cui egli \u00e8 invitato a mettersi nei panni del narratore o dei personaggi, rivivendone, in senso letterale, le vicende.<br \/>\nGrazie a questa potenzialit\u00e0 della letteratura, e della narrativa in generale, \u00e8 possibile usare le storie come degli \u00abambienti di apprendimento\u00bb (Giusti 2011, 87) al cui interno simulare esperienze utili a entrare in contatto con le altre culture.<\/p>\n<p>Bibliografia<br \/>\nBuccino, Giovanni; Mezzadri, Marco (2015). \u00abEmbodied Language and the Process of Language Learning and Teaching\u00bb. L\u00fcdtke, Ulrike (ed.), <em>Emotion in Language: Theory \u2013 Research \u2013 Application<\/em>. Amsterdam: John Benjamins Publishing Company, 191-208.<br \/>\nGallese, Vittorio (2010). \u00abCorpo e azione nell\u2019esperienza estetica. Una prospettiva neuro scientifica\u00bb. Morelli, Ugo, <em>Mente e bellezza. Arte, creativit\u00e0 e innovazione<\/em>. Torino: Allemandi, 245-62.<br \/>\nGiusti, Simone (2010). \u00abQue viva letteratura! Per una nuova alleanza tra educazione interculturale e letteratura italiana\u00bb. Vedovelli, Massimo et al. (a cura di), <em>Il plurilinguismo come risorsa etica e cognitiva<\/em>. Perugia: Guerra, 171-95.<br \/>\nGiusti, Simone (2011).<em> Insegnare con la letteratura<\/em>. Bologna: Zanichelli.<br \/>\nGiusti, Simone (2012). \u00abL\u2019educazione interculturale: storie che fanno la differenza\u00bb. De Carlo, Ermelinda (a cura di), <em>Competenze e biografie in azione. Proposte operativo-didattiche di lifelong learning nelle organizzazioni complesse<\/em>. Milano: FrancoAngeli, 42-59.<br \/>\nJedlowski, Paolo (2000). <em>Storie comuni. La narrazione nella vita quotidiana<\/em>. Milano: Bruno Mondadori.<br \/>\nJedlowski, Paolo (2008). <em>Il sapere dell\u2019esperienza. Fra l\u2019abitudine e il dubbio<\/em>. Roma: Carocci.<br \/>\nJedlowski, Paolo (2013). \u00abIl piacere del racconto\u00bb. Giusti, Simone; Batini, Federico (a cura di), <em>Imparare dalla lettura<\/em>. Torino: Loescher, 19-28.<br \/>\nNussbaum, Martha (2011). <em>Non per profitto. Perch\u00e9 le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica<\/em>. Trad. di Rinaldo Falcioni. Bologna: il Mulino. Trad. di: <em>Not for Profit. Why Democracy Needs Humanities<\/em>. Princeton: Princeton University Press, 2010.<br \/>\nOatley, Keith (2008). \u00abThe Mind\u2019s Flight Simulator\u00bb. The Psychologist, 21, 1030-3.<br \/>\nSchaeffer, Jean-Marie (2014). <em>Piccola ecologia degli studi letterari. Come e perch\u00e9 studiare la letteratura?<\/em> Trad. di Marina Cavarretta. Torino: Loescher. Trad. di: <em>Petite \u00e9cologie des \u00e9tudes litt\u00e9raires. Pourquoi et comment \u00e9tudier la litt\u00e9rature?<\/em> Paris: Marchaisse, 2011.<br \/>\nSchaeffer, Jean-Marie (2015). <em>L\u2019exp\u00e9rience esth\u00e9tique<\/em>. Paris: Gallimard.<\/p>\n<p><a title=\"articolo\" href=\"http:\/\/edizionicafoscari.unive.it\/it\/edizioni\/libri\/978-88-6969-228-4\/mobilita-degli-studenti-quali-competenze-per-garan\/\" target=\"_blank\">QUI<\/a> PUOI LEGGERE E SCARICARE IL PDF.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insieme a Samira Dlimi, docente dell&#8217;\u00c9cole Normale Sup\u00e9rieure, Universit\u00e9 Mohammed V di Rabat, ho scritto un articolo intitolato &#8220;Mobilit\u00e0 degli studenti: quali competenze per garantirne [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[42],"class_list":["post-567","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi","tag-didattica-della-lingua"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=567"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":573,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/567\/revisions\/573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}