{"id":552,"date":"2018-02-25T11:17:47","date_gmt":"2018-02-25T10:17:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=552"},"modified":"2018-02-25T11:18:47","modified_gmt":"2018-02-25T10:18:47","slug":"e-ancora-possibile-parlar-bene-della-scuola-qualcuno-pensa-di-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/e-ancora-possibile-parlar-bene-della-scuola-qualcuno-pensa-di-si\/","title":{"rendered":"\u00c8 ancora possibile parlar bene della scuola? Qualcuno pensa di s\u00ec"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Dopo aver letto l\u2019ennesimo appello di insegnanti e intellettuali sulla scuola italiana non riesco a togliermi dalla mente l\u2019idea che, in fondo in fondo, al di l\u00e0 dell\u2019evidente volont\u00e0 controriformista che accomuna le iniziative di questo genere, tutte volte a restaurare pratiche e consuetudini di un passato ormai reso mitico a forza di storielle, il vero problema del discorso sulla scuola consista proprio nella sua sostanziale negativit\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La scuola, per gli insegnanti e gli intellettuali italiani, \u00e8 un luogo sostanzialmente sbagliato, malfunzionante e brutto, la cui situazione sarebbe \u201cpreoccupante\u201d (<a title=\"appello\" href=\"https:\/\/sites.google.com\/site\/appelloperlascuolapubblica\/\" target=\"_blank\"><i>Appello per la scuola pubblica<\/i><\/a>), il cui senso sembra progressivamente svuotarsi di significato esattamente a partire dall\u2019entrata in vigore dell\u2019ultima riforma \u2013 alla fine degli anni \u201990 era quella dell\u2019autonomia, negli anni zero era la revisione delle indicazioni nazionali, poi l\u2019alternanza scuola-lavoro ecc., temo all\u2019infinito \u2013 la cui abolizione sembra l\u2019unica cura possibile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Credo che sia doveroso provare a cambiare punto di vista, tirandosi fuori da questa logica e da questa prassi, che contribuiscono ad alimentare la quasi quotidiana narrazione tossica della scuola alimentata dai quotidiani nazionali e dai loro siti internet. La scuola pu\u00f2 essere messa sotto osservazione anche per trovare al suo interno quelle pratiche e consuetudini che funzionano e producono risultati positivi: si tratta solo di farlo in maniera seria, a partire dal presupposto che le istituzioni scolastiche sono delle comunit\u00e0 professionali complesse e diversificate, la cui conoscenza approfondita richiede strumenti di ricerca adeguati, tempo, risorse e un atteggiamento per quanto possibile libero da pregiudizi e da condizionamenti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Insomma: \u00e8 ora di smetterla di rendersi ridicoli agli occhi degli studiosi e dei ricercatori che ancora hanno fiducia nel metodo scientifico e nell\u2019argomentazione andando in giro a dire che il liceo classico \u00e8 il miglior modello didattico dell\u2019\u201coccidente\u201d (Nicola Gardini su \u00ab<a title=\"sole\" href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2016-08-26\/scuola-modello-l-occidente--170513.shtml?uuid=ADQLW76\" target=\"_blank\">Il sole 24 ore<\/a>\u00bb) o che gli studenti italiani sono tanto apprezzati all\u2019estero, ed \u00e8 venuto semmai il momento di rimboccarsi le maniche e di entrare nelle scuole con l\u2019intento di conoscere il loro funzionamento, andando alla ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 efficace, di ci\u00f2 che determina un piano di studi in grado di modificare il destino degli studenti indipendentemente dal contesto socio-economico di provenienza, dei comportamenti e delle strategie che danno loro le risorse necessarie a compiere scelte consapevoli per il proprio benessere. Perch\u00e9 se davvero condividiamo, noi democratici, che lo scopo della scuola \u00e8 garantire \u201cil pieno sviluppo della persona umana\u201d, allora dobbiamo domandarci \u2013 ogni giorno e non solo in campagna elettorale o per reazione a ogni riforma che non ci piace \u2013 cos\u2019\u00e8 che davvero contribuisce a quel risultato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019americano Doug Lemov, autore di uno dei pi\u00f9 importanti manuali di pratica professionale che siano mai stati scritti sull\u2019istruzione pubblica dai 6 ai 18 anni, ha scritto che \u00abUno dei benefici maggiori di un approccio basato sui dati \u00e8 che esso genera la sua conoscenza a partire dagli insegnanti: \u00e8 il processo che mostra agli insegnanti la migliore immagine di s\u00e9 stessi\u00bb. Ripartire dai dati, ovvero dalla conoscenza diretta degli effetti delle pratiche di insegnamento sugli apprendimenti, \u00e8 una risorsa per migliorare il successo dell\u2019insegnamento stesso (questa \u00e8 la tesi alla base di <i>Teach Like a Champion<\/i>, il libro pi\u00f9 noto di Lemov, ora<a title=\"TCLA\" href=\"http:\/\/www.laricerca.loescher.it\/index.php\/quaderni\/i-quaderni-della-ricerca\/i-quaderni-della-ricerca-38.html\" target=\"_blank\"> tradotto in italiano <\/a>\u00a0da Alessandra Nesti per i \u201cQuaderni della Ricerca\u201d dell\u2019editore Loescher), ma \u00e8 anche un modo per cominciare a parlare bene della scuola, rivelando la migliore immagine degli insegnanti, rappresentati ovviamente non come dei missionari che stanno portando avanti la loro vocazione a dispetto di tutto e di tutti (dei tagli, veri, della difficolt\u00e0 ad aggiornarsi, dei rapporti con i genitori, degli studenti \u201cche non sanno l\u2019italiano\u201d, delle riforme, del destino cinico e baro) ma come dei dipendenti statali che sono degli artigiani, artigiani che grazie alle loro tecniche riescono, in collaborazione e mutuo scambio con i loro colleghi, a conseguire dei risultati importanti sull\u2019apprendimento delle persone, a fare la differenza nelle loro vite. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lontano dalle dinamiche riformiste e controriformiste italiane, ma non per questo immune dai problemi educativi della societ\u00e0 contemporanea, che negli Stati Uniti sembrano incombere in misura maggiore sui sistemi educativi, Doug Lemov lavora all\u2019interno di una rete di <i>charter schools<\/i> nate nelle zone urbane degli stati della costa orientale con lo scopo dichiarato di garantire il successo scolastico ai bambini e ai ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito. Da cosa si vede, si \u00e8 domandato Lemov all&#8217;inizio della sua ricerca, se l\u2019insegnamento \u00e8 efficace? Innanzitutto, dalla quantit\u00e0 di alunni che riesce a portare fino alla fine del percorso previsto (nel caso americano, dai 6 fino ai 18 anni) e poi fino all\u2019universit\u00e0 (il college). Un altro indicatore della qualit\u00e0 degli apprendimenti sono i test nazionali \u2013 le nostre famigerate prove Invalsi dovrebbero avere questo scopo \u2013 ma anche il superamento o meno delle prove di ingresso all\u2019universit\u00e0 prescelta, e poi l\u2019eventuale riuscita degli studi, fino all\u2019ingresso nel mondo del lavoro. Tutto questo, ovviamente, qualunque siano le condizioni di partenza (reddito e titolo di studio dei genitori, situazione familiare, quartiere di provenienza\u2026). Una volta stabiliti i criteri per valutare il successo, \u00e8 possibile procedere alla ricerca degli insegnanti pi\u00f9 efficaci \u2013 quelli che Lemov chiama i \u201ccampioni\u201d, considerati i migliori in virt\u00f9 della loro capacit\u00e0 di incidere sugli apprendimenti dei loro studenti \u2013 e, quindi, all\u2019individuazione e all\u2019interpretazione delle loro pratiche, per andare alla scoperta di cosa renda le loro azioni didattiche cos\u00ec incisive.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il libro che ho tra le mani, che traduce la seconda edizione originale, riveduta e ampliata, del 2015 (gi\u00e0 tradotta in cinese, giapponese, portoghese e spagnolo), mi colpisce soprattutto perch\u00e9 arriva da un mondo apparentemente vicinissimo \u2013 le situazioni e i problemi sembrano proprio quelli che viviamo quotidianamente in Italia \u2013 e tuttavia ha qualcosa di alieno alla nostra cultura dominante, che vede la scuola come un errore da correggere o, al polo opposto, come un\u2019area protetta popolata da eletti o da martiri che agiscono contro tutti e tutto. Quando leggo queste \u201c<a title=\"TCLA\" href=\"http:\/\/www.laricerca.loescher.it\/index.php\/quaderni\/i-quaderni-della-ricerca\/i-quaderni-della-ricerca-38.html\" target=\"_blank\">62 tecniche per un insegnamento di successo<\/a>\u201d, che gi\u00e0 sto cercando di applicare in parte e dalle quali sto imparando moltissimo \u2013 soprattutto per capire cosa <i>non fare<\/i> e cosa <i>non dire<\/i> durante le mie lezioni \u2013 penso che davvero potrebbero risultare incomprensibili a coloro che sono abituati a un dibattito ideologico, astratto e sostanzialmente poco interessato a un miglioramento rapido della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento. D\u2019altronde, \u00e8 sufficiente pensare a cosa \u00e8 diventata la formazione in questi ultimi anni. Per imparare qualcosa l\u2019insegnante (ma si potrebbe dire il lavoratore in generale) deve smettere temporaneamente di lavorare per recarsi in un\u2019aula (in questo caso, spesso la medesima in cui lavora), firmare un registro, sedersi al banco e ascoltare il pi\u00f9 o meno capace docente di turno \u2013 so di cosa parlo, faccio anche questo di mestiere \u2013 senza che sia previsto un qualsiasi riconoscimento delle competenze acquisite durante l\u2019attivit\u00e0 lavorativa, senza che siano contemplati, come formazione, il lavoro in compresenza, l\u2019affiancamento e la condivisione delle tecniche e degli strumenti didattici.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Perch\u00e9 a lavoro non si impara, pensano in molti, e infatti uno dei nostri principali problemi, come dimostra il dibattito sull\u2019alternanza scuola-lavoro, consiste proprio nella difficolt\u00e0 ad accettare che il lavoro sia un ambiente di apprendimento. Forse per questo non parliamo mai, in sala insegnanti, di come insegniamo, di quel che riusciamo a fare con i nostri ferri del mestiere, mentre ci capita di parlar male dei nostri studenti e dei colleghi, e di firmare appelli che, in fondo in fondo, altro non fanno che confermare \u2013 in modo autoconsolatorio \u2013 quanto sia difficile e addirittura impossibile istruire qualcuno con cos\u00ec pochi soldi, con cos\u00ec poco tempo, con edifici cos\u00ec brutti e con famiglie cos\u00ec disastrate a disposizione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma se facciamo finta di crederci, almeno per un po\u2019 \u2013 e la lettura di <i>Teach Like a Champion<\/i>, o anche semplicemente un giro sul <a title=\"sitoTCLA\" href=\"http:\/\/teachlikeachampion.com\/\" target=\"_blank\">sito <\/a>\u00a0del progetto, possono essere d\u2019aiuto e d\u2019incoraggiamento\u00a0\u2013 e cominciamo a guardarci intorno con curiosit\u00e0, a chiedere informazioni, a leggere i dati forniti da Scuola in chiaro, i Rav delle scuole, i dati Invalsi non per trovare conferma alle nostre convinzioni ma per capire chi sono e dove lavorano gli insegnanti che funzionano \u2013 magari non in assoluto e non in tutti i campi \u2013, quelli dai quali si pu\u00f2 imparare qualcosa, \u00e8 sufficiente avere l\u2019intelligenza di chiedere: ma come fai? come fate a raggiungere questi risultati nonostante le premesse e il contesto in cui lavorate? Quali sono i vostri trucchi, le tecniche, gli accorgimenti che vi consentono di ottenere il massimo dai vostri studenti?<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In fondo, \u00e8 tutta una questione di ascolto. Un ascolto che potrebbe orientare il linguaggio e aiutarci \u2013 sulla scia di Lemov \u2013 a parlar bene della scuola, ovvero degli insegnanti e dei loro effetti benefici sugli studenti. Non solo sarebbe un buon punto di partenza per chi, oggi, ha bisogno soprattutto di ritrovare un senso al suo lavoro di insegnante, ma anche per tutti coloro che, lavorando nel settore della comunicazione, hanno bisogno di parole per raccontare la scuola e forse cominciano anche loro ad essere stanchi di questo clima opprimente, chiuso, privo di prospettive e di speranza.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver letto l\u2019ennesimo appello di insegnanti e intellettuali sulla scuola italiana non riesco a togliermi dalla mente l\u2019idea che, in fondo in fondo, al [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[66,78,33,34,77],"class_list":["post-552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi","tag-didattica","tag-doug-lemov","tag-la-ricerca","tag-loescher","tag-teach-like-a-champion"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=552"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":553,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/552\/revisions\/553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}