{"id":482,"date":"2017-07-14T12:23:51","date_gmt":"2017-07-14T10:23:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=482"},"modified":"2017-07-15T12:07:18","modified_gmt":"2017-07-15T10:07:18","slug":"il-racconto-dello-sguardo-acceso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/il-racconto-dello-sguardo-acceso\/","title":{"rendered":"Il racconto dello sguardo acceso"},"content":{"rendered":"<p>Una recensione a Franco Buffoni, <em>Il racconto dello sguardo acceso<\/em>, Milano, Marcos y Marcos, 2016 (da \u00abL&#8217;immaginazione\u00bb, n. 298, marzo-aprile 2017, pp. 57-58).<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019opera di Franco Buffoni, a quanto risulta dal <a title=\"Buffoni\" href=\"www.francobuffoni.it\" target=\"_blank\">sito internet dell\u2019autore<\/a>, \u00e8 articolata in almeno tre aree distinte: la poesia, la traduzione e la \u201cnarrativa e saggistica\u201d. In quest\u2019ultima categoria trova la sua collocazione <em>Il racconto dello sguardo acceso<\/em>, che si presenta come una raccolta di quattordici \u201cracconti\u201d (cos\u00ec recita l\u2019indice, e cos\u00ec risulta dai titoli in testa a ciascun pezzo: \u201c1 &#8211; Il racconto dello sguardo acceso\u201d, \u201c2 Il racconto del sesso e dei mali\u201d, \u201c3 \u2013 Il racconto della poesia\u201d, \u201c4 \u2013 Il racconto della traduzione\u201d, eccetera, ma che in realt\u00e0 si legge come una raccolta di prose brevi, pezzi in prosa, <em>Prosast\u00fcke<\/em>, frammenti, bozzetti, a tratti veri e propri <em>po\u00e8mes en prose<\/em>. Quello del racconto, insomma, altro non \u00e8 che un principio regolatore, una sorta di stratagemma usato dall\u2019autore per dare una forma \u2013 raggruppandoli di volta in volta sotto un tema narrativo \u2013 ai pezzi sparsi di un diario in pubblico che ripercorre in lungo e in largo la storia di una vita, all\u2019apparenza senza uno scopo preciso (ed \u00e8 una novit\u00e0 rispetto alla prosa saggistico-narrativa fin qui prodotta), girovagando da un argomento all\u2019altro, di luogo in luogo, da persona a persona.<br \/>\nA volte sono prose che conducono alle poesie, secondo un percorso all\u2019apparenza inverso a quello di Del maestro in bottega, ma a esso simile: la scrittura saggistica e narrativa che rimane intorno al testo, il testo in prosa che accompagna il lettore sulla soglia del testo poetico (\u00e8 il caso del pezzo <em>Marcel e Albertine<\/em>, contenuto nel <em>Racconto del tomboy<\/em>, di <em>Lotta continua o perpetua?<\/em>, <em>Les silhouettes<\/em> e altri).<br \/>\nSembra che l\u2019autore ci voglia ricordare, in questo modo, spostando continuamente i confini tra i generi e le forme, rimescolando sempre le carte in tavola, che la sua scrittura \u00e8 essenzialmente una scrittura di confine, cangiante, sempre pronta a cambiare le regole e a rinegoziare con chi legge il suo statuto. Quella sezione del suo sito denominata \u201cnarrativa e saggistica\u201d, insomma, potrebbe ancora cambiare nome, oppure semplicemente espandersi per fare spazio a testi sempre diversi, capaci con la loro peculiare forma di modificare i contorni del contenitore.<br \/>\nCerto in questo modo l\u2019autore potrebbe alienarsi i favori di un pubblico poco avvertito \u2013 e d\u2019altronde il libro \u00e8 infarcito di citazioni colte, di altri poeti, di riferimenti a fatti privati e pubblici non sempre noti ai pi\u00f9 \u2013 ma non per questo rischia di essere snob o elitario, anzi, al contrario, sembra voler contribuire a rendere accessibili, attraverso il pretesto della prima persona, informazioni e punti di vista altrimenti poco raggiungibili a chi non sappia e voglia dedicarsi allo studio della storia della societ\u00e0 contemporanea. Tutto \u00e8 detto con grande semplicit\u00e0, in modo diretto, comprensibile a chi abbia semplicemente voglia di capire e disponga di un collegamento a Internet. L\u2019interesse di chi legge per la vita e per le idee di chi scrive deve essere la molla che spinge ad andare avanti nella lettura, conducendo gradualmente alla scoperta di prospettive nuove sulla situazione e sulla storia politica italiana ed europea, sulla cultura contemporanea e, perch\u00e9 no, sul senso della vita.<br \/>\nSi legga, come esempio di questo modo di procedere, <em>La mia brughiera<\/em>, da <em>Il racconto della politica<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>La mia brughiera \u00e8 quella che da Gallarate si estende al Ticino e include Malpensa: ho imparato a nuotare tra Sesto Calende e Castelletto, nel punto dove il Lago Maggiore ridiventa fiume. Nessuno di noi pensava allora di essere in Piemonte, ma anche oggi \u00e8 difficile che qualcuno pensi di essere in Piemonte tra Arona e Stresa.<br \/>\nIl territorio e il dialetto sono quelli dell\u2019antico Ducato di Milano: siamo molto pi\u00f9 in Lombardia l\u00ec che a Mantova, a Sirmione, o persino a Brescia.<br \/>\nLe acque di Milano scendono dal Monte Rosa attraverso il Toce\u2026 coi marmi di Candoglia per il Duomo. Da Macugnaga e dal Passo del Sempione si giunge a Milano, non a Torino.<br \/>\nEppure la ASL di Arona non pu\u00f2 collaborare con la ASL di Angera, che le sta di fronte, perch\u00e9 vigono legislazioni diverse, in quanto \u2013 con sprechi di tempo e denaro infiniti \u2013 la regione Piemonte e la regione Lombardia hanno legiferato ciascuna per proprio conto e diversamente sulle stesse materie.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dalla quotidianit\u00e0 si trascorre alla storia del territorio, per poi tornare al presente con uno sguardo critico e leggere la geografia con uno sguardo politico. Questa \u00e8 la capacit\u00e0 fondamentale del prosatore Buffoni: creare collegamenti, inventare legami, costruire ponti in grado di tenere insieme personale e politico, io e noi, presente e passato. Un fatto accaduto anni prima \u2013 per esempio, la scoperta che in alcune vie di Roma la numerazione \u00e8 circolare \u2013 conduce a ragionare sull\u2019uso irrazionale e inutilmente complicato della numerazione dei binari in alcune stazioni ferroviarie, e alla fine d\u00e0 vita a un discreto elogio della semplicit\u00e0. Da una frase sentita (\u201cti faccio fare la fine di Pasolini\u201d) nasce un racconto autobiografico, e poi un ragionamento, su Pasolini e, infine, sulla necessit\u00e0 di dismettere alcuni vizi linguistici che nascondono una visione quantomeno limitata dei rapporti umani (all\u2019espressione \u201cdelitto omosessuale\u201d si dovrebbe sostituire \u201cdelitto omofobico\u201d).<br \/>\n\u00c8 grazie a questi continui e repentini spostamenti che il lettore si trova, alla fine, avvinto al libro, e costretto di volta in volta a confrontare la propria esperienza con quella dell\u2019autore, e a ripercorrere quasi senza accorgersene il filo dei ragionamenti di un uomo che potremmo definire semplicemente libero, che non ha bisogno di chiedere il permesso prima di esprimere le proprie opinioni, n\u00e9 di avere il conforto dell\u2019appartenenza a un determinato genere letterario. Non \u00e8 una lezione da poco, nell\u2019era del populismo e della comunicazione narrativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recensione a Franco Buffoni, Il racconto dello sguardo acceso, Milano, Marcos y Marcos, 2016 (da \u00abL&#8217;immaginazione\u00bb, n. 298, marzo-aprile 2017, pp. 57-58).<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[8],"class_list":["post-482","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi","tag-buffoni"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=482"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":485,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/482\/revisions\/485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}