{"id":472,"date":"2017-06-26T22:19:51","date_gmt":"2017-06-26T20:19:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=472"},"modified":"2017-06-26T22:24:11","modified_gmt":"2017-06-26T20:24:11","slug":"amiata-piano-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/amiata-piano-festival\/","title":{"rendered":"Amiata Piano Festival"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso anno scrissi una lettera aperta alla <a href=\"http:\/\/fondazionebertarelli.it\/\" title=\"bertarelli\" target=\"_blank\">Fondazione Bertarelli<\/a>. La ripropongo qui di seguito dopo aver avuto occasione di assistere, ieri, a uno dei concerti dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.amiatapianofestival.com\/\" title=\"amiata\" target=\"_blank\">Amiata Piano Festival<\/a>.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Ho sempre pensato che l\u2019opera d\u2019arte pi\u00f9 importante per la Maremma fosse il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle, una delle produzioni artistiche pi\u00f9 riuscite del secolo scorso, calata in mezzo alla macchia mediterranea di Capalbio, al confine tra Toscana e Lazio.<br \/>\n\u00c8 l\u2019unico luogo che riesco a paragonare al pur diversissimo eremo dei Giurisdavidici, sul Monte Labro, che della Maremma dovrebbe essere il simbolo pi\u00f9 diffuso, poich\u00e9 riesce a coniugare la povert\u00e0 delle risorse con la forza delle idee, l\u2019asprezza dell\u2019ambiente con la bellezza selvaggia della natura, lo spirito di un popolo pacifico con la violenza barbara della borghesia clericale. Sono questi, d\u2019altronde, i luoghi preferiti dagli stranieri che ancora oggi scoprono quest\u2019angolo d\u2019Italia.<br \/>\nOggi ritengo importante aggiungere ad essi un terzo elemento, meno visibile dei precedenti perch\u00e9 riservato soprattutto all\u2019ascolto. Non si tratta di un luogo, non solo. Potremmo definirlo un progetto, se la parola non fosse logorata dall\u2019uso. \u00c8 un\u2019opera che si costruisce nel tempo, in divenire, composta di tante esperienze che si succedono da molti anni e che, si spera, continueranno a lungo.<br \/>\nIl progetto si chiama Amiata Piano Festival, ed \u00e8 una rassegna di concerti musicali che da molti anni si tiene nella zona di Sasso d\u2019Ombrone, nel comune di Cinigiano. Fino allo scorso anno i concerti si svolgevano nelle cantine dei viticoltori della zona, nella cappella della tenuta di Monte Cucco e in altri spazi individuati dagli organizzatori. Iniziata da una pluralit\u00e0 di persone di diversa provenienza, gradualmente la manifestazione \u00e8 stata ricondotta ad un\u2019unica guida: il pianista Maurizio Baglini, direttore artistico del festival designato dalla Fondazione Bertarelli. E da quest\u2019anno, per iniziativa della Fondazione, i concerti si tengono in una sala da concerto edificata per l\u2019occasione su progetto dell\u2019architetto Edoardo Milesi, gi\u00e0 autore del convento di Siloe e della cantina di Colle Massari.<br \/>\nNon \u00e8 facile esprimere l\u2019emozione suscitata da questo connubio di grande architettura e musica d\u2019eccezione. Tutto, a partire dal costo modesto del biglietto, sembra concorrere in modo intenzionale al benessere delle persone. Senza inutili snobismi. Con grande rispetto anche per chi ancora non sembra pronto a partecipare, in silenzio, al rito laico dell\u2019ascolto.<br \/>\nDopo tanti anni di partecipazione attenta ritengo opportuno esprimere pubblicamente una profonda gratitudine a coloro che hanno voluto quest\u2019opera e l\u2019hanno resa possibile. Hanno fatto un grande lavoro. Complimenti a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso anno scrissi una lettera aperta alla Fondazione Bertarelli. 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