{"id":422,"date":"2017-03-03T11:13:11","date_gmt":"2017-03-03T10:13:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=422"},"modified":"2017-04-19T13:44:20","modified_gmt":"2017-04-19T11:44:20","slug":"insegnare-con-la-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/insegnare-con-la-letteratura\/","title":{"rendered":"Insegnare CON la letteratura (per prevenire la dispersione scolastica)"},"content":{"rendered":"<p>Ieri si \u00e8 tenuto a Firenze un <a href=\"http:\/\/www.regione.toscana.it\/documents\/10180\/23131\/convegno+Con+loro+2+marzo+2017+dispersione_programma.pdf\/460dea59-7af5-4f42-a1b5-366062a0feef\" title=\"programma\" target=\"_blank\">convegno<\/a> dedicato alla dispersione scolastica. Ho partecipato per tenere un laboratorio dedicato all&#8217;uso della letteratura nella scuola secondaria, nel tentativo di sostenere la necessit\u00e0 di modificare alcune pratiche di insegnamento e di introdurre nuove attivit\u00e0 didattiche.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Attivare i testi<\/strong><br \/>\nNella scuola secondaria si \u00e8 abituati a studiare la letteratura, cio\u00e8 a leggere alcuni testi allo scopo di acquisire conoscenze e capacit\u00e0 relative al funzionamento dei testi, alla vita degli autori, alla storia della letteratura e dell\u2019arte in generale. Lo scopo della pratica della lettura pu\u00f2 essere finalizzato \u2013 nell\u2019ultima parte del percorso di istruzione secondaria \u2013 alla costruzione di competenze linguistiche pi\u00f9 o meno avanzate, che possono spingersi fino all\u2019interpretazione di testi complessi e polisemici calati nel loro contesto storico. Non possiamo poi nascondere che la narrazione storica della letteratura e dei suoi \u201cmonumenti\u201d (gli autori e le loro opere) pu\u00f2 avere la funzione pi\u00f9 o meno dichiarata di costruire dei valori che richiamano all\u2019identit\u00e0 nazionale o, pi\u00f9 genericamente, al senso di appartenenza a una determinata comunit\u00e0.<br \/>\nLe opere letterarie, per\u00f2, se osservate con lo sguardo del lettore comune \u2013 come ha proposto Tzvetan Todorov nel suo libro La letteratura in pericolo, \u2013 ovvero di quel lettore che legge per fare un\u2019esperienza estetica, possono anche essere usate come dei \u201csimulatori di volo\u201d. In questo caso occorre guardare alla lettura come atto concreto, psicologicamente e storicamente situato, che coinvolge la mente e il corpo del lettore, il quale, metaforicamente, \u00e8 stimolato dalle opere stesse ad andare ad abitare le storie narrate, ad assumere i punti di vista di narratori e personaggi, ad imitarne le azioni e, quindi, a provare autentiche emozioni. Non si tratta di rinnegare quel che ci hanno insegnato gli studi letterari, che ci hanno abituati a coltivare un\u2019idea di lettura ristretta al testo, alla catena di enunciati che lo compongono, come se il testo fosse un oggetto simile a un quadro posto sotto gli occhi del lettore, o a uno spartito da suonare, il quale non cambia a ogni nuovo sguardo o ad ogni nuova esecuzione. Si tratta semmai di allargare lo sguardo e con esso i confini del nostro sapere, includendo nel nostro orizzonte il lettore concreto, i cui atti di lettura devono essere intesi come dei fenomeni unici e irripetibili, che richiedono la partecipazione attiva del lettore e che per questo sono in grado di produrre cambiamenti significativi nel suo mondo, nella sua cultura, perfino nel suo corpo.<br \/>\nLo sanno i lettori forti, quelli che provano un bisogno quasi fisico di procurarsi un nuovo romanzo in cui immergersi: leggere \u00e8 pericoloso, \u00e8 destabilizzante, influenza la vita, le conferisce uno stile, traccia un percorso, una direzione. Conosco persone la cui vita \u00e8 stata sconvolta dalla lettura di un libro. \u00c8 il caso degli scrittori, certo, e anche molti studiosi e docenti di lettere, che a un certo della loro esistenza hanno incontrato un libro, probabilmente un romanzo, o un saggio, una raccolta di poesie che ha orientato la loro vita, indirizzandola verso un obiettivo, un metodo, un lavoro. Ed \u00e8 il caso di coloro che, come Don Chisciotte o Madame Bovary, modellano la loro vita \u2013 i desideri, le ambizioni, i comportamenti \u2013 su schemi di storia assimilati attraverso la lettura delle opere pi\u00f9 o meno grandi o memorabili della letteratura.<br \/>\nHa dichiarato Marielle Mac\u00e9, autrice del libro La lettura nella vita (modi di leggere, modi di essere), che \u201cnon possiamo ripulire l\u2019esperienza della lettura della sua parte alienata, oppure, al contrario, ripulirla della sua libert\u00e0. Siamo continuamente presi in un corpo a corpo con dei modelli\u201d. La lettura non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 separata dalla vita o in concorrenza con essa; essa \u00e8 semmai uno di quei comportamenti attraverso i quali le persone danno una forma, un gusto e uno stile alla loro esistenza.<br \/>\nForti di questa consapevolezza e delle conoscenze messe a disposizione dalla psicologia culturale, dalla sociologia della vita quotidiana e dalla linguistica cognitiva, oggi possiamo scegliere di assegnare alla letteratura e alle opere un ruolo educativo fin dai primi anni di vita, prima ancora che i bambini sappiano leggere e scrivere, grazie alla lettura ad alta voce. E possiamo usare le risorse della lettura anche al di fuori dell\u2019insegnamento della letteratura, con la finalit\u00e0 dichiarata di contribuire alla costruzione di life skills o di competenze chiave di cittadinanza, trasversali alle discipline e ai contesti di vita.<br \/>\nLa condizione necessaria ad un insegnamento con la letteratura, basato sulla fruizione di opere letterarie con la finalit\u00e0 di favorire apprendimenti extraletterari, \u00e8 l\u2019attivazione delle opere, le quali devono interagire con i lettori \u2013 gli apprendenti \u2013 al fine di mettere in opera alcune risorse cognitive ed emotive comuni, che sono gi\u00e0 a  sua disposizione e che devono essere mobilitate e combinate in modo particolare.<\/p>\n<p><strong>Pratiche didattiche<\/strong><br \/>\nLa proposta del laboratorio si basa su tre attivit\u00e0 tra loro strettamente correlate, che tra loro combinate dovrebbero essere in grado di costruire percorsi di didattica orientativa basati sulla fruizione di opere letterarie e sull\u2019esercizio di alcune competenze tipiche del lettore:<br \/>\n1.\tla lettura ad alta voce e la narrazione orale;<br \/>\n2.\tla scrittura creativa;<br \/>\n3.\tla condivisione di storie.<br \/>\nTutte queste pratiche si basano sul presupposto che l\u2019insegnante sia in grado essere un interlocutore affidabile, cio\u00e8 che riesca a far circolare liberamente le storie all\u2019interno della comunit\u00e0 degli alunni, i quali devono mettere a disposizione le proprie risorse cognitive, culturali ed emotive senza opporre resistenza. \u00c8 l\u2019insegnante, infatti, l\u2019interlocutore che si presenta davanti agli alunni in veste di narratore per condividere una storia (l\u2019opera da leggere insieme), e che poi deve far s\u00ec che gli alunni producano a loro volte delle storie da mettere in comune con i compagni. Da molti anni si discute delle competenze sociali degli insegnanti, e dell\u2019ascolto come strumento di lavoro fondamentale per l\u2019insegnamento, confondendo a volte i compiti del consulente con quelli del docente. In questo caso la capacit\u00e0 di ascolto perde ogni sfumatura terapeutica per divenire esclusivamente uno strumento di lavoro utile a creare il clima adeguato. Consapevoli dell\u2019importanza della comunicazione narrativa e dell\u2019impatto che essa pu\u00f2 avere sulle persone, sul loro sistema di valori e sulla concezione di s\u00e9 e del mondo, i pedagogisti narrativi insistono sulla capacit\u00e0, da parte dell\u2019educatore, di creare un clima di rispetto del pudore ed eventualmente di gestire le crisi che possono essere causate dalle storie. Per questo dobbiamo riconoscere alla lettura di testi narrativi un significato che va ben al di l\u00e0 dei processi di comprensione. Essa \u00e8 un\u2019esperienza emotiva, cognitiva e sociale che merita un\u2019adeguata preparazione del set educativo e la condivisione di regole di comportamento che tutti \u2013 a partire dall\u2019insegnante \u2013 devono rispettare.<\/p>\n<p><strong>Gli strumenti<\/strong><br \/>\nDurante il laboratorio propongo alcuni strumenti elaborati insieme a Federico Batini per gli alunni a rischio dispersione. Si tratta di tre antologie di narrativa pubblicate da Loescher editore (2013):<br \/>\n&#8211;\t<em>Non so che fare &#8211; Storie per le scelte<\/em><br \/>\n&#8211;\t<em>Non mi importa di voi &#8211; Storie per le competenze di cittadinanza<\/em><br \/>\n&#8211;\t<em>Non mi vedo &#8211; Storie per diventare se stessi<\/em><br \/>\nI libri raccolgono una scelta di brevi brani narrativi o poetici selezionati sulla base delle azioni che i personaggi svolgono all\u2019interno della storia narrata.<br \/>\nI brani sono introdotti da un breve racconto utile a contestualizzare la storia e sono seguiti da un esercizio che richiede di simulare, ampliandola e adeguandola al proprio contesto, l\u2019esperienza simulata nel brano. Non sono volutamente presenti note di commento, n\u00e9 sono fornite informazioni sull\u2019autore dell\u2019opera o sull\u2019opera stessa, in modo tale che la pagina sia ingombrata solo dal testo che si vuole condividere.<br \/>\nCiascun esercizio fa riferimento al testo che lo precede e richiede l\u2019uso della scrittura. Per questo il libro funziona come un quaderno sul quale ciascun studente dovrebbe svolgere le attivit\u00e0, in modo da poterle in seguito condividere con il gruppo. In questo modo il libro diventa anche una sorta di portfolio in cui sono raccolti i risultati del lavoro svolto.<br \/>\nPer consultare la scheda del catalogo Loescher clicca <a href=\"http:\/\/www.loescher.it\/dettagliocatalogo\/O_31280\/Non-so-che-fareNon-mi-importa-di-voiNon-mi-vedo\" title=\"loescher\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri si \u00e8 tenuto a Firenze un convegno dedicato alla dispersione scolastica. 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