{"id":4,"date":"2020-03-06T17:26:43","date_gmt":"2020-03-06T16:26:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=4"},"modified":"2020-03-06T17:28:46","modified_gmt":"2020-03-06T16:28:46","slug":"limportanza-di-insegnare-con-e-senza-le-tecnologie-piu-vicini-anche-da-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/limportanza-di-insegnare-con-e-senza-le-tecnologie-piu-vicini-anche-da-lontano\/","title":{"rendered":"L&#8217;importanza di insegnare con e senza le tecnologie (pi\u00f9 vicini, anche da lontano)"},"content":{"rendered":"<p>Un po&#8217; di anni fa, in un libro intitolato <a title=\"Carocci\" href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788843077243\" target=\"_blank\">Didattica della letteratura 2.0<\/a>\u00a0 (ma il titolo originario \u00e8 pi\u00f9 noioso: <em>Letteratura, educazione e tecnologie<\/em>), ho cercato di illustrare la necessit\u00e0 di mettere in dialogo l&#8217;insegnamento letterario con le pratiche tecnologiche, soprattutto accettando l&#8217;idea che l&#8217;insegnante di italiano si dovesse far carico di aiutare gli alunni a orientarsi in questo mondo &#8220;misto&#8221;, che\u00a0in cui \u00e8 difficile se non impossibile distinguere le esperienze dirette\u00a0da quelle mediate dalle tecnologie di comunicazione digitale.<br \/>\nPensavo,\u00a0ieri come oggi, che la frequentazione della letteratura potesse rappresentare un ottimo allenamento per esercitarsi a scegliere, a dare significato e valore, a condividere. Ovviamente, occorre mettere in atto alcune strategie di insegnamento puntuali. E, soprattutto, \u00e8 necessario rimettere in discussione tutte le pratiche didattiche, anche quelle\u00a0che non si avvalgono di tecnologie digitali, che hanno bisogno di essere ben selezionate\u00a0 e addirittura, in certi casi, rese ancora pi\u00f9 incisive.<br \/>\nNella seconda parte del libro avevo individuato due aree su cui agire:\u00a0&#8220;Pratiche didattiche con le TIC&#8221; e &#8220;Per una didattica post-tecnologica&#8221;. In questo secondo capitolo insistevo sull&#8217;urgenza di prestare maggiore attenzione, dal momento in cui viviamo in un mondo sempre pi\u00f9 &#8220;mediato&#8221;, ad alcune attivit\u00e0 didattiche senza le TIC, tra cui ritengo fondamentale la pratica della lettura ad alta voce. Riporto di seguito uno stralcio dal libro.<!--more--><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"color: #000000;\"><span class=\"s1\">Intanto, l&#8217;uso della voce \u2013 e, quindi, del corpo \u2013 da parte dell&#8217;insegnante, non lascia margini di dubbio circa la volont\u00e0 di essere presente, attraverso la comunicazione e per mezzo del libro, nel gruppo classe. \u00abRadicalmente sociale al pari che individuale, \u2013 ha scritto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Zumthor (1984)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u2013 la voce segnala il modo in cui l\u2019uomo si situa nel mondo e rispetto all\u2019altro. Parlare implica infatti un ascoltare (anche se un qualunque accidente pu\u00f2 impedirlo), \u00e8 una procedura duplice in cui gli interlocutori ratificano insieme dei presupposti fondati su un\u2019intesa, di solita tacita ma sempre (all\u2019interno di uno stesso ambiente) attiva\u00bb. Lo stesso atto di presentarsi in un gruppo di persone con un racconto da mettere in comune attraverso la propria voce \u00e8 una pratica che richiede innanzitutto un riconoscimento da parte degli altri. Gli insegnanti \u2013 come gli alunni d&#8217;altronde \u2013 conoscono la frustrazione che nasce dal rifiuto di essere riconosciuti come degli interlocutori. Tuttavia, una volta constatate le difficolt\u00e0 e i rischi a cui si sottopone l&#8217;insegnante, non \u00e8 possibile, da parte di chi voglia utilizzare la letteratura nel suo insegnamento, sottrarsi alla sfida della condivisione, senza la quale non \u00e8 possibile che i racconti, i libri e le opere della letteratura esistano, poich\u00e9 il racconto esiste solo dal momento in cui viene messo in comune.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/span>Raccontare e leggere ad alta voce le storie della tradizione, avendo cura di creare un ambiente idoneo all&#8217;ascolto, \u00e8 la condizioni necessaria affinch\u00e9 le opere circolino e, quindi, nasca una comunit\u00e0 narrativa.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si legge ancora in Jedlowski (2009, p. 34): \u00abquando ci\u00f2 che si scambia nella comunicazione \u00e8 un racconto, la possibilit\u00e0 di parlare della creazione di una \u201ccomunit\u00e0\u201d [\u2026] si fa pi\u00f9 concreta. La dimensione relazionale della comunicazione \u00e8 pi\u00f9 marcata che in altre pratiche comunicative (raccontare e prestare ascolto a un racconto sono pi\u00f9 impegnativi che il mero scambiarsi qualche parola). E le pratiche narrative creano la comunit\u00e0 di coloro fra cui circolano gli stessi racconti, che condividono le medesime storie. Una volta che queste sono condivise, la relazione fra gli interlocutori non \u00e8 pi\u00f9 la stessa di prima: \u00e8 rafforzata, \u00e8 tessuta di un sapere e di un immaginario in comune\u00bb.<br \/>\nLe comunit\u00e0 narrative sono sempre esistite. Anche i media contribuiscono continuamente alla loro creazione (in questo caso si parla di comunit\u00e0 narrative mediate). Le persone che assistono alla proiezione di un film o alla trasmissione di una serie tv, ma anche le persone che leggono lo stesso libro o lo stesso genere di romanzi \u00abcostituiscono qualcosa di simile a una comunit\u00e0, avvertono cio\u00e8 il senso di appartenere a un &#8220;noi&#8221; collettivo, per quanto effimero e virtuale possa essere\u00bb (ivi, p. 37). Sono comunit\u00e0 lasche, dai confini mobili (ivi, p. 38),<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non necessariamente ancorate a relazioni reali.<br \/>\nLa classe che, attraverso la messa in comune di opere della letteratura, diventa comunit\u00e0 di pratiche narrative, \u00e8 una comunit\u00e0 reale, fatta di persone che parlano e ascoltano, ed \u00e8 anche una comunit\u00e0 mediata, fatta di storie, avvenimenti e personaggi che esistono solo nei mondi narrati che sono stati attivati, nella mente degli interlocutori, dalle parole lette o ascoltate.<br \/>\n<span style=\"color: #2b2b2b;\">Anche per questo \u2013 e non solo per motivare gli alunni o per stimolarli attraverso l&#8217;uso della vista \u2013 possono essere utili la visione di spezzoni di film, l&#8217;ascolto di canzoni o audiolibri. Tutto vale, purch\u00e9 il risultato finale sia la piena inclusione degli alunni in una comunit\u00e0. Purch\u00e9 gli alunni abbiano, a posteriori, la possibilit\u00e0 di ricordarsi chi sono e perch\u00e9 stanno insieme anche attraverso la memoria delle opere lette. Avrebbero la possibilit\u00e0 di intuire, almeno, il senso profondo della tradizione-trasmissione delle opere.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un po&#8217; di anni fa, in un libro intitolato Didattica della letteratura 2.0\u00a0 (ma il titolo originario \u00e8 pi\u00f9 noioso: Letteratura, educazione e tecnologie), ho [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-discorsi"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":681,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4\/revisions\/681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}