{"id":321,"date":"2016-11-02T23:13:16","date_gmt":"2016-11-02T22:13:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=321"},"modified":"2016-12-09T15:02:23","modified_gmt":"2016-12-09T14:02:23","slug":"sono-fascista-anzi-no-fascisti-siete-voi-che-non-mi-fate-esprimere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/sono-fascista-anzi-no-fascisti-siete-voi-che-non-mi-fate-esprimere\/","title":{"rendered":"Sono fascista, anzi no, fascisti siete voi che non mi fate esprimere"},"content":{"rendered":"<p>Sono residente, come molti di voi immagino, in una citt\u00e0 amministrata da un consiglio, da una giunta e da un sindaco di destra. Si tratta di un&#8217;esperienza comune. Ci sono gi\u00e0 passato anch&#8217;io, come molti di voi, che forse avete anche votato a destra. Ma forse l&#8217;ultima volta non c&#8217;era ancora Facebook, e poi il sindaco era un avvocato e aveva una sua precisa idea della cultura liberale e del conservatorismo. Stavolta invece siamo nell&#8217;epoca dei social network e il sindaco altro non sembra che un simulacro del suo ufficio stampa. I fatti spariscono dietro le parole e le immagini postate sui social. Il linguaggio della politica invade la vita quotidiana di tutti, inquinandola. Colpito da questo fenomeno, qualche tempo fa ho deciso di studiare il linguaggio di alcuni esponenti politici di questa particolare destra che non esita a definirsi fascista e che quotidianamente invade il web con le sue narrazioni tossiche di stampo omofobo e razzista. Inizio dal caso pi\u00f9 penoso: un consigliere comunale che si dichiara fascista e scrive di &#8220;frogetti&#8221;.<!--more--><\/p>\n<p>\u201cIl problema non sono i #FroGetTi KekKa, ma gli uomini che di nascosto li puntellano da dietro\u201d. Questo \u00e8 il messaggio che qualche giorno fa un consigliere comunale della mia citt\u00e0 ha affidato al pubblico del web, cio\u00e8, potenzialmente, a tutti gli iscritti a Facebook, visto che il consigliere ha scelto, attraverso le impostazioni della privacy del social network, di consentire la lettura proprio a tutti, senza porre limiti di alcun tipo. Si tratta di un messaggio scritto sulla sua pagina personale, dunque, come afferma il diretto interessato con l\u2019intento di rivendicare il suo diritto a dire quel che gli pare, ma sotto forma di messaggio pubblico, tutt\u2019altro che riservato. Accusato per questo di omofobia, il consigliere ha risposto su un <a href=\"http:\/\/www.ilgiunco.net\/2016\/10\/29\/post-su-fb-e-polemiche-tornusciolo-si-stupiscono-se-sono-fascista-facciano-politica\/ \" title=\"giunco\" target=\"_blank\">giornale locale<\/a> \u00abNo, davvero: mi dispiace se qualcuno si \u00e8 sentito offeso dal mio post, ma voleva essere una satira politica riferita a una o due persone in particolare. L\u2019ho scritto sulla mia pagina personale: \u00e8 l\u2019altra parte che ha fatto uno screenshot e l\u2019ha messo in un gruppo pubblico per strumentalizzare. Non era riferito alla comunit\u00e0 gay\u00bb.<br \/>\n Prima di estendere l\u2019analisi linguistica e stilistica ad altre frasi del consigliere, proviamo a capire meglio il suo modo di procedere, che \u00e8 d\u2019altronde quello tipico del partito politico a cui appartiene, Casapound. In prima battuta, egli formula una frase dal contenuto molto chiaro, inequivocabile, che potremmo tradurre cos\u00ec: \u201cIl problema non sono i froci, ma gli uomini che di nascosto cercano di fotterli\u201d (anche in traduzione \u00e8 difficile evitare il turpiloquio). Meno chiaro \u00e8 il contesto: a chi si rivolge la frase? E con quale intenzione comunicativa? Rimane il fatto che il messaggio \u00e8 perfettamente decifrabile in ogni sua parte, nonostante l\u2019uso di una grafia distorta. Da notare l\u2019uso di \u201cfrogetti kekka\u201d, a sottolineare una fondamentale differenza rispetto al pi\u00f9 neutrale \u201comosessuale\u201d. Intanto, \u201cfrogetti kekka\u201d \u00e8 evidentemente una formula dispregiativa, un vero e proprio insulto usato per offendere una categoria di persone a causa del loro orientamento sessuale. Inoltre, l\u2019espressione sembra voler indicare in modo specifico l\u2019omosessuale che ha un orientamento di genere femminile, che ha cio\u00e8 comportamenti da donna, secondo uno stereotipo che sembra turbare particolarmente gli omofobi in generale e il consigliere in particolare. A titolo di esempio, cito un altro post presente sul suo profilo.<br \/>\nSi tratta di una foto che rappresenta un uomo in abiti femminili molto succinti e di colore rosa. In una mano tiene un cellulare e nell\u2019altra una valigia. Sotto la foto si legge il commento \u201cSciogliete i cani\u201d. Anche in questo caso l\u2019autore non lascia spazio a equivoci: dopo aver invitato il pubblico a osservare quest\u2019immagine, il consigliere formula un esplicito invito alla violenza, che fa sorridere quando \u00e8 pronunciato dal signor Burns in un episodio dei Simpson, e suona inevitabilmente sinistro sulla bocca di un politico democraticamente eletto che si dichiara pubblicamente fascista. Un messaggio analogo, anche se meno violento, si pu\u00f2 leggere sulla pagina Facebook dell\u2019associazione Deceris di Grosseto (una sorta di cavallo di Troia di Casapound), in cui si prende di mira la foto di un matrimonio tra due uomini, di cui uno \u00e8 vestito da sposa. Indipendentemente dal contenuto omofobo, va detto che si tratta di un metodo comunicativo pericoloso, tipico dei movimenti politici che cercano di creare un clima di odio irrazionale. \u00c8 proprio cos\u00ec, infatti, che si costruiscono le cosiddette bufale sul web, a partire da foto prive o video privi di una fonte precisa, in molti casi falsi e comunque decontestualizzati e dotati di un nuovo significato attraverso dei titoli o dei commenti che tendono a generalizzare. Nel singolo caso \u2013 non importa se vero o falso \u2013 si rappresenta, stigmatizzandola, un\u2019intera categoria di persone.<br \/>\nMa andiamo oltre e rileggiamo le frasi pronunciate dal consigliere in sua difesa. A un certo punto dice: \u201c\u00e8 l\u2019altra parte che ha fatto uno screenshot e l\u2019ha messo in un gruppo pubblico per strumentalizzare. Non era riferito alla comunit\u00e0 gay\u201d. Si tratta anche in questo caso di parole che manifestano un modo di categorizzare tipico non solo degli omofobi ma in generale dei razzisti e di coloro che si sentono parte di un gruppo di persone esclusivo. A rendere pubblico il post sarebbe stata per l\u2019autore \u201cl\u2019altra parte\u201d (abbiamo gi\u00e0 visto che si tratta di un\u2019affermazione falsa, perch\u00e9 il post \u00e8 pubblico per volont\u00e0 del suo autore), una supposta \u201ccomunit\u00e0 gay\u201d che a quanto pare vorrebbe \u201cstrumentalizzare\u201d le sue affermazioni. Si tratterebbe dunque di una sorta di attacco alla sua libert\u00e0 di espressione da parte di un gruppo organizzato di persone che sta sbagliando a riconoscersi in quella sua frase.<br \/>\nUn passo avanti e due indietro. Questa \u00e8 la semplicissima strategia comunicativa del consigliere e degli adepti del suo movimento politico, i quali si dichiarano fascisti e poi sostengono che il fascismo \u00e8 un\u2019altra cosa rispetto a quello del passato; sostengono di non essere omofobi e di rispettare i diritti di tutti, salvo poi formulare frasi esplicitamente omofobe; sostengono di non essere razzisti e intanto fanno propaganda contro l\u2019immigrazione, definita una \u201cinvasione\u201d e collegata impropriamente e strumentalmente al terrorismo. Il risultato \u00e8 una proficua confusione, utile a rassicurare i nostalgici del fascismo e anche a coloro che del fascismo non sanno niente perch\u00e9 credono di vivere in un mondo fuori dalla storia.<br \/>\nIn un post del 19 novembre 2015 il consigliere \u2013 ancora non eletto \u2013 scrive un commento rivolto ad Arci, Comune, Caritas e associazioni islamiche, colpevoli di aver organizzato un incontro pubblico contro il terrorismo e favore dell\u2019accoglienza e della legalit\u00e0. \u201cVi ci sono voluti altri 130 morti (questa volta europei) per parlare di terrorismo a Grosseto\u2026 Ma arrivate in ritardo\u2026 nonostante avete provato a boicottare senza riuscirsi il nostro evento sabato 7 novembre che parlava proprio sulle responsabilit\u00e0 di chi alimenta questo fenomeno\u2026!! La finalit\u00e0 invece del vostro evento sotto riportato centra poco con il terrorismo\u2026 Lo scopo \u00e8 solo quello di farci invadere\u2026 Finanziando cos\u00ec di fatto la tratta degli esseri umani che non scappano dall\u2019Isis ma che di fatto ne gonfiano solo le tasche! Voi non siete contro l\u2019ISIS\u2026 VOI NE SIETE COMPLICI\u201d. \u00c8 davvero impressionante il disprezzo per la grammatica italiana, presente in questo come in altri testi dell\u2019autore. Il fenomeno, per quanto sia tipico dei social network e parzialmente giustificato dalle caratteristiche del mezzo di comunicazione, che lo avvicinano all\u2019oralit\u00e0, in questo caso \u00e8 rivelatore sia del livello di istruzione dello scrivente, che stride con l\u2019ambizione di tenere una lezione di storia contemporanea, sia del rapporto che egli ha con i suoi lettori, i quali evidentemente non si aspettano niente di diverso e non sono quindi intenzionati a valutare la qualit\u00e0 linguistica del ragionamento dell\u2019autore. Credo sia utile mettere in evidenza, infine, la carenza argomentativa del discorso, che \u00e8 composto da frasi scollegate dal punto di vista logico. Sembra di capire che l\u2019iniziativa convegnistica abbia lo scopo di \u201cfarci invadere\u201d (ritorna l\u2019uso del noi in senso identitario, come se ci fossero sempre due parti tra loro in conflitto e come se lui fosse sempre dalla parte giusta\u2026), ma non si capisce bene come. Ma forse non importa. \u00c8 sufficiente individuare un \u201cnoi\u201d contrapposto a un \u201cvoi\u201d, e poi attribuire al \u201cvoi\u201d un\u2019intenzione negativa, malevola, addirittura crudele. Stessa cosa in un post del primo novembre, stavolta dedicato alla questione libica. Il \u201cragionamento\u201d si conclude cos\u00ec: \u201cE questo governo italiano zitto\u2026 Abbassa le orecchie come i somari e si mette a pecora\u2026!!! L\u2019ITALIA \u00c8 DIVENTATA LA PUTTANA DEL MONDO\u201d. Proprio cos\u00ec, maiuscole comprese, e chiss\u00e0 che non sia implicito un riferimento alla dantesca \u201cserva Italia\u201d. Il turpiloquio dilaga insieme alla semplificazione. Il gusto per il motto, per la frase a effetto, sono quelli tipici dell\u2019oratoria mussoliniana. Ed \u00e8 anche la retorica di Casapound e dei suoi video infarciti di immagini che alludono costantemente all\u2019estetica fascista.<br \/>\n\u201cSONO FASCISTA ED ORGOGLIOSO DI ESSERLO\u201d ha scritto il consigliere &#8211; sempre in pubblico, non in privato &#8211; in un messaggio rivolto al sottoscritto. Poi mi ha deriso perch\u00e9 io non saprei riconoscere un fascista da un \u201cfascista del terzo millennio\u201d, che evidentemente, secondo lui, \u00e8 radicalmente diverso da quello del secondo. E poi, in un altro messaggio pubblico, mi ha accusato di \u201cscarsissima mascolinit\u00e0\u201d, mi ha dato del \u201cpoveraccio\u201d, poi del \u201ccretino\u201d, dimostrando di avere davvero qualche problema con l\u2019identit\u00e0 sessuale propria e altrui e, soprattutto, di non essere in grado di gestire la comunicazione sui social network in modo adeguato al suo ruolo di consigliere comunale. A partire dalle impostazioni della privacy, per arrivare fino alla banale ortografia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono residente, come molti di voi immagino, in una citt\u00e0 amministrata da un consiglio, da una giunta e da un sindaco di destra. 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