{"id":1044,"date":"2022-10-10T15:28:24","date_gmt":"2022-10-10T13:28:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=1044"},"modified":"2022-10-10T15:33:21","modified_gmt":"2022-10-10T13:33:21","slug":"empowerment-un-compito-per-leducazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/empowerment-un-compito-per-leducazione\/","title":{"rendered":"Empowerment (un compito per l&#8217;educazione)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pratofungo \u00e8 un paese inventato da<strong> Italo Calvino<\/strong> nel romanzo <em>Il visconte dimezzato <\/em>del 1952. Si trova vicino a Terralba ed \u00e8 un villaggio di lebbrosi, nel quale gli ammalati, non avendo speranza di vivere una vita normale in mezzo ai sani, che li respingono per paura di essere contagiati, pur essendo poveri e moribondi se la spassano in allegria e in armonia. \u00c8 un villaggio di gaudenti che, avendo reciso i loro rapporti con la societ\u00e0, passano il loro tempo a suonare, ballare, bere vino e fare l\u2019amore. Nel frattempo, l\u00ec accanto, gli ugonotti di Col Gerbido lavorano i campi con il fucile in mano, sempre pronti a sacrificare la loro vita e il loro tempo in nome di un ideale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una quindicina di anni dopo<strong> Philip K. Dick<\/strong>, in <em>Clans of the Alphane Moon<\/em> \u2013 tradotto in italiano <em>Follia per sette clan<\/em> \u2013 inventa Gandhiville, il villaggio degli ebefrenici: persone colpite da una forma di schizofrenia che si manifesta con l\u2019apatia, l\u2019abbandono e, quindi, con la rinuncia al confronto con gli altri. Gli Eb \u2013 questo \u00e8 il nome del clan, uno dei sette che popolano la luna del terzo pianeta di Alpha Centauri \u2013 vivono in baracche, non si prendono cura di s\u00e9 e passano gran parte del tempo a guardare nel vuoto o a svolgere attivit\u00e0 manuali. Timorosi di essere giudicati, preferiscono non dare un contributo alla societ\u00e0 ma comunque, isolati su un pianeta-manicomio abitato solo da pazzi, fanno la loro parte svolgendo lavori manuali. Intanto i Para \u2013 affetti da paranoia, \u2013 gestiscono meticolosamente ogni aspetto della vita pubblica all\u2019interno di una citt\u00e0 fortificata, e i Mani \u2013 psicosi maniaco-depressiva \u2013 sono costantemente impegnati nella creazione di ordigni, dispositivi e opere fuori dall\u2019ordinario nella citt\u00e0 di Alture DaVinci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima, di Calvino, vuole essere un\u2019allegoria degli artisti decadenti, la seconda, di Dick, \u00e8 una pi\u00f9 complessa e articolata rappresentazione del rapporto tra normalit\u00e0 e follia. Hanno in comune, entrambe le invenzioni, la capacit\u00e0 di rendere evidente, sia pure in modo grottesco e esasperato e patologico, <strong>la figura del rinunciatario<\/strong>, ovvero di colui o colei che rinuncia con eccessiva arrendevolezza a far valere i propri diritti, a difendere le proprie prerogative, o anche a realizzare le possibilit\u00e0 esistenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La rinuncia a realizzare le possibilit\u00e0 esistenti.<\/strong> Questa \u00e8 la mia paura principale. Una paura tutta professionale, che riguarda il mio ruolo di docente. Io ho il terrore di formare, con il mio insegnamento, alunni rinunciatari. \u00c8 il solo errore che non sarei capace di perdonarmi. Per questo \u00e8 importante, per me, indagare le cause della rinuncia e osservare sempre attentamente i miei alunni per verificare che non stiano rinunciando o non abbiano gi\u00e0 rinunciato. Ed \u00e8 importante, anzi fondamentale, che la mia didattica sia improntata allo sviluppo degli anticorpi necessari a sventare questo rischio. <strong>Una didattica che spinga ad agire e sia capace di dare un senso al tempo e all\u2019energia che ciascuno sta impiegando in aula<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 problema pi\u00f9 grande, a scuola, non \u00e8 la bocciatura, e neanche la dispersione scolastica.<strong> Il pi\u00f9 grande dei problemi \u00e8 la presenza, in classe, di persone che, avendo gi\u00e0 rinunciato, \u2013 non importa per quale motivo \u2013 stanno imparando a dare un senso alla loro rinuncia<\/strong>. Provano a giustificare a loro stessi il motivo per cui, non avendo intenzione di imparare qualcosa e di mettere a frutto la possibilit\u00e0 di essere a scuola, devono comunque restare. Alcuni rimangono a scuola per trasformarla nel villaggio di Pratofungo, altri accettano di vivere a Gandhiville. Altri ancora sono destinati a entrare a far parte del clan dei Dep, quello che Dick ha inventato per i depressi, i quali, inchiodati alla loro incapacit\u00e0 di agire, non sono in grado di dare alcun contributo alla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo \u00e8 importante tenere sempre a mente, come finalit\u00e0 di ogni percorso di istruzione \u2013 ma, pi\u00f9 in generale, di ogni servizio pubblico, \u2013 al di l\u00e0 dei risultati di apprendimento previsti dalla normativa, l\u2019<em>empowerment<\/em> delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Empowerment<\/strong>: una parola inglese che in italiano viene tradotta con l\u2019espressione accrescimento o conferimento di potere. Una sorta di \u201cimpoteramento\u201d: il processo di acquisizione di un potere. Viene usata in pedagogia e psicologia per indicare il processo di conquista della consapevolezza di s\u00e9, delle proprie potenzialit\u00e0 e del proprio agire.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un concetto complesso, usato in diversi ambiti gi\u00e0 a partire dagli Sessanta, quando i movimenti per i diritti civili hanno cominciato a mettere al centro dell\u2019idea stessa di democrazia la necessit\u00e0 di dare ai pi\u00f9 deboli la possibilit\u00e0 di emanciparsi dalla loro condizione di dipendenza dai servizi pubblici, dall\u2019elemosina dei ricchi, dalla condiscendenza dei maschi, dalla benevolenza dei bianchi. L\u2019empowerment, in quest\u2019ottica, \u00e8 il processo attraverso il quale le categorie sociali pi\u00f9 deboli sono aiutate ad assumersi le loro responsabilit\u00e0 attraverso lo sviluppo di capacit\u00e0 che danno l\u2019accesso a nuove opportunit\u00e0 e che consentono di assumere un maggiore controllo sulla propria vita.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la domanda che un adulto  dovrebbe farsi di fronte a una qualsiasi attivit\u00e0 scolastica. Alla fine del corso di studi lo studente (ogni studente) ha acquisito un maggiore controllo sulla propria vita? Si assume le responsabilit\u00e0 delle sue azioni? Ha conquistato una maggiore consapevolezza di s\u00e9? \u00c8 diventato o no pi\u00f9 <em>empowered<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emancipazione, iniziativa individuale, responsabilit\u00e0, opportunit\u00e0, impegno, coinvolgimento attivo, autonomia,autoefficacia, padronanza della propria vita<\/strong>. Sono le parole e i concetti ereditati da una tradizione di studi che in Italia \u00e8 rimasta ai margini del dibattito politico e, soprattutto, delle pratiche scolastiche, ma che ha trovato spazio nell\u2019opera e nelle azioni di grandi intellettuali e insegnanti come Maria Montessori, Bruno Ciari, Mario Lodi, Lorenzo Milani, Gianni Rodari, Danilo Dolci, Alberto Manzi, i quali hanno capito per primi che per realizzare la democrazia a scuola non era sufficiente applicare gli articoli 34 e 35 della Costituzione, ma bisognava cominciare dal rendere operativo l\u2019<strong>articolo 3<\/strong>, che recita cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<br>\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Rielaborato dalla voce <em>Empowerment<\/em> di <em>La scuola \u00e8 politica. Abbecedario laico, popolare e democratico, <\/em><a href=\"https:\/\/www.effequ.it\/saggi-pop\/scuolapolitica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Effequ<\/a> 2019).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pratofungo \u00e8 un paese inventato da Italo Calvino nel romanzo Il visconte dimezzato del 1952. 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