{"id":1006,"date":"2022-06-15T13:12:13","date_gmt":"2022-06-15T11:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/?p=1006"},"modified":"2022-06-15T16:53:01","modified_gmt":"2022-06-15T14:53:01","slug":"una-poesia-un-esercizio-un-omaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/una-poesia-un-esercizio-un-omaggio\/","title":{"rendered":"Una poesia, un esercizio, un omaggio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In prossimit\u00e0 della prima prova di italiano dell&#8217;esame di Stato suggerisco la lettura di una poesia di Amelia Rosselli, accompagnata da alcune note e riflessioni e seguita da un esercizio per chi vuole prepararsi all&#8217;esame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Amelia Rosselli (1930-1996)<\/strong> \u00e8 uno dei poeti pi\u00f9 originali del Novecento. Nata a Parigi da Carlo Rosselli, ucciso dai fascisti nel 1937, e da madre inglese, con cui fugge, dopo la morte del padre, prima a Londra, poi a Montr\u00e9al, a New York e di nuovo a Londra, Amalia ha avuto una formazione trilingue e cosmopolita, compiendo studi irregolari di letteratura, filosofia e musica. Arrivata in Italia nel 1948, si \u00e8 stabilita a Roma, dove ha lavorato come traduttrice, consulente editoriale e saggista. Con il suo saggio intitolato <em>Spazi metrici, <\/em>scritto nel 1962, ha dato un contributo fondamentale alla riflessione teorica sulla metrica della poesia contemporanea, per la quale Rosselli rappresenta un importante punto di riferimento. I suoi libri di poesia sono <em>Variazioni belliche<\/em> (1964), <em>Serie ospedaliera <\/em>(1969), <em>Documento<\/em> (1976) e, in lingua inglese, <em>Sleep<\/em> (1992), tradotto in italiano dal poeta Antonio Porta. Tormentata da una malattia nervosa, da allucinazioni uditive e da una forma di mania di persecuzione, \u00e8 morta suicida nel 1996 a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poesia che ho scelto, che conclude il libro <strong><em>Variazioni belliche<\/em> (1964)<\/strong>, si basa sulla variazione di alcune serie di parole che si ripetono e sviluppano a partire dalla frase iniziale \u00abTutto il mondo \u00e8 vedovo\u00bb. Le ripetizioni e i ritorni ciclici degli stessi frammenti di frasi, di parole e di suoni rendono il testo ossessivo e quasi disperato, come se l\u2019autrice avesse urgenza di dire qualcosa di fondamentale. Tuttavia, il testo rimane in certi passi oscuro e ricco di contraddizioni logiche.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Tutto il mondo \u00e8 vedovo se \u00e8 vero che tu cammini ancora<br>tutto il mondo \u00e8 vedovo se \u00e8 vero! Tutto il mondo<br>\u00e8 vero se \u00e8 vero che tu cammini ancora, tutto il<br>mondo \u00e8 vedovo se tu non muori! Tutto il mondo<br>\u00e8 mio se \u00e8 vero che tu non sei vivo ma solo <br>una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi<br>dalla tua nascita e l\u2019importanza del nuovo giorno<br>non \u00e8 che notte per la tua distanza. Cieca sono<br>ch\u00e9 tu cammini ancora! cieca sono che tu cammini<br>e il mondo \u00e8 vedovo e il mondo \u00e8 cieco se tu cammini<br>ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avete letto e riletto? Per accompagnare la comprensione possiamo cominciare porci alcune domande e a servirci del vocabolario. Intanto, cosa significa esattamente che il mondo \u00e8 \u00abvedovo\u00bb?  Prima risposta: che \u00e8 stato privato di una persona necessaria, la cui mancanza costituisce un danno ed \u00e8 motivo di dolore. Ma qui si dice che il mondo \u00e8 vedovo \u00abse \u00e8 vero che tu cammini ancora\u00bb e \u00abse tu non muori\u00bb! Non \u00e8 l&#8217;assenza, ma la presenza dell&#8217;altro (il \u00abtu\u00bb), a essere portatrice di assenza e di buio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sappiamo che la frase che d\u00e0 origine al componimento \u2013 <strong>\u00abTutto il mondo \u00e8 vedovo\u00bb<\/strong> \u2014 rinvia a un sonetto di William <strong>Shakespeare<\/strong>: \u00ab<strong>The world will be thy widow<\/strong>\u2026\u00bb (<strong><em>il mondo sar\u00e0 la tua vedova<\/em><\/strong>\u2026), nel quale il poeta rimprovera il suo amato, un uomo celibe, accusandolo di non volersi sposare e lasciare traccia di s\u00e9 nei propri figli, privando cos\u00ec il mondo della sua bellezza. Rosselli prende spunto dalle parole di Shakespeare, dal loro suono e ritmo, per <strong>capovolgerne il significato<\/strong>, poich\u00e9 in questa poesia il mondo \u00e8 vedovo non in assenza della persona amata, bens\u00ec, al contrario, in sua presenza (v. 1 \u00abse \u00e8 vero che tu cammini ancora\u00bb o v. 4 \u00abse tu non muori\u00bb). A questo primo <strong>paradosso<\/strong> di <em>un mondo vedovo per una non morte<\/em>, seguono poi altri paradossi che scaturiscono da associazioni di idee e da variazioni continue, che danno vita a una concezione dell\u2019amore assolutamente originale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dobbiamo poi prendere in considerazione il fatto che uno dei tratti pi\u00f9 sperimentali e innovativi della poesia di Amelia Rosselli consiste nell\u2019invenzione di <strong>un sistema metrico<\/strong> basato sullo spazio della pagina e non sull\u2019andamento ritmico o sulla quantit\u00e0 di sillabe del verso. Rosselli vuole uscire dalla poesia versoliberista, ritenuta fondamentalmente egocentrica, visto che con il verso libero le forme della tradizione sono piegate alle esigenze espressive dell\u2019io. <strong>Per smorzare questo egocentrismo<\/strong>, dunque, Rosselli cerca <strong>una nuova regolarit\u00e0<\/strong>, nuove forme in grado di comprimere e costringere l\u2019io, rendendo il dettato poetico pi\u00f9 realistico e oggettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come molti altri poeti del periodo, impegnati nella riflessione sulla propria <strong>poetica<\/strong> e sugli strumenti formali impiegati, anche Rosselli sente il bisogno di coniugare teoria e pratica e per questo conclude il libro <em>Variazioni belliche<\/em> con uno scrittore teorico intitolato <strong><em>Spazi metrici<\/em><\/strong>, nel quale spiega la sua idea di<strong> metrica \u201cspaziale\u201d<\/strong>, legata alla forma visibile del testo \u2013 dattiloscritto, cio\u00e8 scritto con la macchina da scrivere \u2013 sulla pagina. In pratica, la scrittrice va avanti con il verso fino a quando, con la sua macchina da scrivere, non arriva a ottenere la lunghezza desiderata, che insieme agli altri versi va a comporre una <strong>forma<\/strong> (per esempio un quadrato). Se la lunghezza del verso \u00e8 un fenomeno che riguarda esclusivamente l\u2019occhio, l\u2019<strong>andamento ritmico<\/strong> viene assicurato attraverso la <strong>ripetizione<\/strong> di formule sintattiche, di frasi o di parole chiave, che Rosselli chiama <strong>\u00abparole-idea\u00bb<\/strong> (qui, per esempio, \u00abTutto il mondo \u00e8\u2026\u00bb, \u00abvedovo\u00bb, \u00abvero\u00bb, cieca\u00bb).&nbsp; Alla forma quadrata della poesia, che costituisce la gabbia metrica, Rosselli aggiunge una terza dimensione, la profondit\u00e0, che \u00e8 data dall\u2019<strong>energia<\/strong> dell\u2019espressione linguistica, dall\u2019impulso corporeo e logico della scrittura. Grazie a questa profondit\u00e0, Rosselli parla di una <strong>\u00abforma-cubo\u00bb<\/strong>, una definizione che ben si adatta a questa poesia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un esercizio di scrittura argomentativa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa poesia di Amelia Rosselli \u00e8 oscura eppure chiarissima. Certo, bisogna abituarvisi, come quando si entra da fuori in una stanza buia. All\u2019inizio avanziamo cautamente, abbiamo paura di farci male, urtiamo negli spigoli, imprechiamo. Ma poi diventiamo come i gatti che vedono anche nelle tenebre. Come loro impariamo a sviluppare sensi normalmente inerti, latenti\u00bb (Biancamaria Frabotta, <em>Elogio del fuoco<\/em>, in <em>Quartetto per masse e voce sola<\/em>, Roma, Donzelli, 2009).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste parole, pronunciate dalla poetessa e critica <strong>Biancamaria Frabotta<\/strong> (1946-2022) nel 1996, in occasione del funerale di Amelia Rosselli, forniscono una chiave per affrontare la lettura della sua poesia e, in generale, per dare un senso alla lettura della poesia, un\u2019esperienza difficile, forse rara e tuttavia forte, potente e gratificante. Rifletti su questo argomento, ricorrendo anche ad altri autori e autrici presenti in questo libro e facendo riferimento alle tue conoscenze, alle tue esperienze personali, alla tua sensibilit\u00e0. Articola la struttura della tua riflessione in paragrafi opportunamente titolati e presenta la trattazione con un titolo complessivo che ne esprima in una sintesi coerente il contenuto.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In prossimit\u00e0 della prima prova di italiano dell&#8217;esame di Stato suggerisco la lettura di una poesia di Amelia Rosselli, accompagnata da alcune note e riflessioni [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[109],"tags":[163,161,162,5],"class_list":["post-1006","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esercizi","tag-amelia-rosselli","tag-biancamaria-frabotta","tag-esame-di-stato","tag-poesia"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1006"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1006\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1012,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1006\/revisions\/1012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonegiusti.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}