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Voci dal mondo: un’antologia amica della traduzione

Pochi giorni fa ho ricevuto la prima copia del manuale L’onesta brigata: l’esito di un lungo e impegnativo lavoro intrapreso con Natascia Tonelli e con la redazione della casa editrice Loescher di Torino alcuni anni fa. In allegato al primo volume abbiamo voluto mettere a disposizione di docenti e studenti un fascicolo di novanta pagine composto interamente da brani di romanzi contemporanei – da Notturno indiano di Tabucchi a Exit West di Mohsin Hamid – rappresentativi di una decina di lingue e letterature di tutto il mondo.
Qui di seguito è possibile leggere l’introduzione al volumetto, che ha l’intenzione specifica di valorizzare il ruolo della traduzione nel mondo contemporaneo, che mai come oggi ha avuto bisogno di interpreti di qualità.
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Viva Gobetti!

Oggi 15 febbraio ricorre l’anniversario della morte di Piero Gobetti (1901-1926). Per ricordare la sua lezione Massimiliano Coccia ha ideato un “Progetto Gobetti“: una serie di articoli che da oggi fino al 19 giugno, anniversario della nascita, usciranno sulla rivista «La ricerca» di Loescher editore.
Io ho collaborato con un articolo su Gobetti e la traduzione che inizia così:

Convinto che la pratica traduttoria abbia un ruolo fondamentale nella cultura d’un paese, fin dal 1919 Gobetti affronta il problema filosofico della traducibilità allo scopo di giustificare e trovare un terreno solido alla critica della traduzione, un esercizio necessario allo sviluppo del pensiero e della civiltà in un paese moderno.

Gobetti è interessato all’attività traduttoria nella sua interezza e complessità, dalla funzione socio-culturale (il progetto editoriale) alla prassi linguistico-stilistica (è egli stesso traduttore e fine lettore dello stile), dall’analisi critica alla riflessione estetica. Per questo sono particolarmente ampi i riflessi e le risonanze dei suoi ragionamenti, che, seppur non discussi esplicitamente, vanno a situarsi nel centro di un dibattito filosofico vivacissimo. Soprattutto, Gobetti dimostra di aver chiaro – assai modernamente – il carattere provocatorio del ragionamento intorno alla traduzione, utile ad esempio a rimettere in discussione il pensiero estetico idealista.

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La traduzione e i traduttori nelle antologie scolastiche

La redazione della rivista «Tradurre» qualche tempo fa mi ha chiesto di condurre una piccola ricerca sul trattamento dei testi tradotti (e, quindi, dei traduttori) nelle antologie delle scuole secondarie di primo grado. Io ho scelto di prendere le prime tre più vendute in Italia lo scorso anno. Il risultato della ricerca è uscito sul numero 16 della rivista, disponibile online.

Tradurre le opere, leggere le traduzioni

Il magazine di Treccani dedicato alla lingua italiana ha pubblicato uno “speciale” che porta il titolo del mio ultimo libro pubblicato da Loescher editore.  La compagnia è davvero straordinaria , il risultato notevole. Io ho partecipato all’impresa con un articolo sulla didattica delle lingue classiche e sulla versione dal latino. Potete leggere tutti gli articoli qui.

Riassunti (alcune note a margine di un corso di formazione)

Spesso mi capita di tornare a riflettere sugli argomenti affrontati durante i corsi di formazione, specialmente se sono stati intensi e dibattuti (come spesso accade). Così, dopo una settimana trascorsa insieme agli insegnanti del Mugello, ripenso alle domande sul “riassunto”, una tecnica didattica su cui il Miur ha insistito molto, negli scorsi mesi, soprattutto grazie alla consulenza del linguista Luca Serianni.  Pubblico di seguito un paragrafo che avevo scritto sull’argomento nel mio Tradurre le opere, leggere le traduzioni (Loescher 2018). Continue reading Riassunti (alcune note a margine di un corso di formazione)

Le traduzioni dei poeti, i poeti in traduzione

A scuola le lingue non s’incontrano, non dialogano, non si mescolano. E la traduzione, che fa dell’incontro tra le lingue e della negoziazione dei significati una pratica quotidiana e un modo di vivere, è utilizzata principalmente al fine di occultare l’alterità, come esercizio linguistico basato sulla mobilitazione di competenze logiche, analitiche. Anche quando si traduce, infatti, si cerca di farlo in modo da negare all’alunno lo status di traduttore, come se si trattasse di un mero esercizio logico e senza tener conto della storicità dell’evento, quindi senza mettere a frutto le potenzialità educative dell’incontro interculturale.
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